Putin non nasconde di essere un autocrate. Ha deciso lui di unire la Crimea alla Russia. Ha deciso lui l’inizio dell’Operazione militare speciale in Ucraina.

Viviamo in un momento unico della Storia russa. Occorre chiarire cosa c’è nell’autocrazia di Putin che deriva dalla particolarità della coscienza nazionale russa e cosa c’è che deriva dall’eredità dell’Urss.

Perché non abbiamo potuto conservare la nuova Russia? Possibile che un grande ruolo lo abbia avuto il caso? Se Eltsyn avesse consegnato il potere a Primakov o a Nemtsov non ci sarebbero stati la primavera del 2014 e i tragici avvenimenti ora in corso in Ucraina.

Cosa debbono fare coloro che, come me, non vogliono assolutamente lasciare la propria patria?

Negli anni novanta ho avuto la possibilità di lasciarla per sempre, ma ho preferito restare e partecipare alla realizzazione dei nobili fini della perestrojka e alla sua trasformazione nel mondo dell’umanesimo cristiano.

Talvolta ho l’impressione che dio ci abbia abbandonato. Nessun paese in Europa ha sacrificato tante vite nel nome di idee folli.

D’altronde, non è stato dio ma siamo stati noi stessi a gettarci nella terribile avventura detta del “Grande Ottobre”… Non io, ma noi stessi ci siamo impegnati nel rendere sovrana la RSFSR (la Federazione russa), col risultato che 20 milioni di russi etnici si sono trovati fuori i confini del proprio paese.

Ora, dopo 80 anni i russi hanno deciso di risuscitare il «mondo russo», disposti anche a sotterrare l’economia del proprio paese, pur di creare un corridoio tra il Donbass e la Crimea.

Ho superato la paura e iniziato a dire che ciò che oggi è vietato dire. Se non fossi un novantenne, forse, non lo farei. Ma se dio mi lascia su questa terra e mi dà la possibilità di pensare, non posso tacere. Non si tratta di mie personali ambizioni. C’è di mezzo in questa storia la vita delle persone.

Solo chi è vissuto nell’ Urss è in grado di vedere ciò che vedo io.

Niente rende l’idea di cosa sia l’autocrazia di Putin meglio della riunione del Consiglio di sicurezza, nel corso della quale si è decisa la questione del riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche di Donets e Lukansk….. Nessuno ha avuto il coraggio di polemizzare con Putin e fare proprie proposte a riguardo.

È il trionfo dell’irrazionalità.

Il vertice tra il presidente Tokayev (Kazakhstan), Japarov (Khirghizistan), Putin (Russia), Rahmon (Tajikistan), Pashinyan (Armenia), Lukashenko (Bielorussia) al Cremlino del 16 maggio 2022, foto Ap

Mi preoccupa ancora di più l’incapacità degli attuali governanti nel valutare adeguatamente la situazione e le possibilità del Paese Sono ancora scioccato del fatto che il potere si attendeva che in Ucraina le nostre truppe sarebbero state accolte coi fiori, il 24 febbraio scorso quando hanno varcato i confini.

È chiaro che non potevano non sapere coloro che ci governano che otto anni di guerra nel Donbass hanno provocato la morte di 10.000 soldati ucraini, hanno prodotto ostilità in una parte della popolazione verso la Russia.

Mi domando: qualcuno ha pensato realmente alle conseguenze del nostro tentativo di denazificare l’Ucraina? Ho l’impressione che le persone che elaborano la nostra politica verso l’Ucraina, non hanno la minima conoscenza della sua storia e dei suoi prolemi.

A causa dell’Operazione militare speciale è avvenuto ciò che nessuno si aspettava: non solo si è rafforzato lo spirito ucraino degli ucraini etnici, ma è sorta una nazione politica ucraina, basata sulla contrapposizione alla Russia, gli ucrainofoni si sono uniti agli ucraini russofoni.

Mi domando: cosa pensano gli autocrati russi che hanno deciso di iniziare la guerra che porterà alla morte di nostri compatrioti? Mi pongo la terribile domanda: come Vladimir Putin, un russo discendente da una famiglia contadina, valuta i discorsi dei militari sulla morte di persone russe? Egli è un credente ortodosso e dovrebbe conoscere il valore della vita umana! Forse credeva veramente che le nostre truppe sarebbero state accolte coi fiori….

Non c’è sorte peggiore di quella di un governante russo che ha iniziato una guerra.

* Filosofo, collaboratore di Mikhail Gorbaciov e convinto sostenitore della perestrojka

(Da Nezavisimaja gazeta del 19 giugno 2022, traduzione di Osvaldo Sanguigni)