Nella ridda di dichiarazioni diplomatiche, conteggi di terreno guadagnato con le operazioni militari, discussioni sugli aspetti economici dei conflitti, si rischia di dimenticare che le guerre si reggono innanzitutto sul fattore umano. Lo ha ricordato amaramente Vladimir Putin ieri, firmando un decreto che prevede la chiamata di 130mila persone per la leva obbligatoria della durata di un anno a partire dal prossimo primo di ottobre. Nuove truppe per il fronte? Le autorità russe negano: Vladimir Tsimlyansky, vice capo del dipartimento di organizzazione e mobilitazione dello Stato maggiore russo, ha chiarito che i soldati arruolati durante questa coscrizione autunnale non verranno schierati nelle nuove regioni annesse da Mosca e non verranno utilizzati per svolgere compiti inerenti al conflitto in Ucraina – riporta la Tass. Si tratta in effetti di una delle due chiamate annuali di rito per la leva militare (la precedente è avvenuta all’inizio di aprile) e non dovrebbe andare ad ingrossare le fila di chi sta combattendo contro Kiev. Tuttavia, ha affermato Tsimlyansky, la novità è che la coscrizione avverrà anche nei territori occupati, per la prima volta dunque dall’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale”. Inoltre, non è detto che le reclute saranno al riparo da rischi: come ha riportato fra gli altri il sito indipendente Meduza, è almeno dal settembre scorso che si sono susseguite testimonianze del fatto che diversi giovani coscritti sono stati spediti senza preparazione adeguata a difendere i confini russi nell’area di Belgorod, quindi tecnicamente fuori dal teatro ufficiale di guerra ma comunque esposti agli attacchi effettuati con missili e droni. Molti i feriti e alcuni morti.

INTANTO, SEMBRA essere completa l’integrazione di quella che fu la famigerata Wagner nell’architettura militare istituzionale di Mosca. Sempre ieri è stato reso pubblico un incontro fra Putin e il comandante Andrei Troshev (detto sedoy, “capelli grigi”), un ex della compagnia di Prigozhin che si era rifiutato di seguire quest’ultimo durante il tentativo di ammutinamento dello scorso giugno decidendo invece di offrire la propria lealtà ai vertici della difesa. Troshev, un veterano delle guerre in Afghanistan e Cecenia, si occuperà di supervisionare la formazione delle nuove unità volontarie che si recheranno in Ucraina – stando a quanto ha riferito il Cremlino. Secondo le più recenti stime effettuate da ufficiali statunitensi, durante l’invasione, Mosca avrebbe subito perdite pari a circa 70mila morti e oltre 100mila feriti (un’inchiesta molto dettagliata di Mediazona stimava circa 47mila decessi sul campo lo scorso maggio). Tutto questo mentre la Russia si è appena proposta di portare al 6% del Pil le spese per la difesa e il prossimo anno dovrebbe portare a da 27 a 30 anni l’età massima per la leva, aumentando così il bacino potenziale dei coscritti di circa un milione e mezzo di persone. Avanti tutta, verso la militarizzazione del paese.