«Non penso che eventuali cambiamenti nel governo possano avere ripercussioni sulle relazioni con i nostri partner perché rispettano il diritto del presidente di prendere queste decisioni» ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri ucraino Kuleba. Eppure i timori ci sono e le rassicurazioni di un fedelissimo di Zelensky valgono a poco. Stando alle parole dello stesso presidente, infatti, a breve ci sarà un vero e proprio «reset». Non solo il capo di stato maggiore: i vertici del ministero degli Interni, della Difesa e alcune agenzie governative già tremano.

È stata finalmente sdoganata la possibilità che a sostituire Zaluzhny, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere licenziato ufficialmente già domani, con l’attuale capo dei servizi segreti militari Kyrylo Budanov. Ciò dimostrerebbe che gli equilibri interni i vedevano Zelensky e i servizi contrapposti ai militari.Oppure che il governo centrale cerca un capro espiatorio per l’attuale stallo militare. Intanto lunedì si è dimessa, senza specificare il perché, la ministra per i Veterani, Yuliia Laputina. Per molti è solo del primo segnale.