Aumentano di ora in ora le adesioni alla manifestazione indetta oggi dalla Rappresentanza sindacale unitaria della Qf, ex Gkn, che intende denunciare una realtà allucinante. Quella di centocinquanta operai senza stipendio ormai da cinque mesi. Chiedono alla politica toscana di discutere e approvare una proposta di legge regionale, presentata a inizio aprile, che istituisce consorzi pubblici finalizzati alla reindustrializzazione della fabbrica di Campi Bisenzio.

“Davanti abbiamo due strade – spiega la Rsu – la prima porta alla vittoria della delocalizzazione, ai licenziamenti e a una potenziale speculazione. La seconda a un consorzio pubblico che permetta la nascita di un polo delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile, a servizio della transizione climatica. Questo sarebbe un valore aggiunto per l’intera Toscana, visto che la Regione dovrà presto gestire crisi di settori strategici come quello della moda, il cui indotto è in gran parte metalmeccanico, e potrebbe trovare a Campi Bisenzio posti di lavoro alternativi”.

Il corteo prenderà il via alle 14.30 da via Mariti, davanti al cantiere della strage del 16 febbraio dove sono morti cinque operai, e si concluderà davanti alle sedi di Novoli dell’ente Regione. Alla manifestazione anche le Rsu della Regione e dell’Arpat, che chiedono ai vertici istituzionali e cioè ad Eugenio Giani e Antonio Mazzeo, entrambi del Pd, di appoggiare la proposta di legge: “Siamo solidali come lavoratori, ma anche perché la proposta operaia è molto avanzata – osserva la delegata Rsu della Regione, Marvi Maggio – così da evitare ogni contrapposizione fra l’ambiente e il lavoro”. Un appello analogo arriva dall’ex consigliere regionale Tommaso Fattori.

Fra le numerosissime adesioni, insieme al sindacalismo di base compatto, alla Cgil Toscana, alla Fiom di Firenze Prato e Pistoia ed a decine di Rsu di aziende non solo toscane, ci sono anche il Cnca e la stessa Banca Etica: “Insieme ad altri potenziali investitori siamo valutando il piano industriale della coop operaia Gff, per verificare scenari di mercato, sostenibilità economico finanziaria e possibilità di accesso al sito produttivo, e confermiamo l’interesse a cercare soluzioni per sostenere il progetto. Il caso Gkn può trasformarsi dall’ennesima storia di crisi industriale innescata dalle scelte di fondi d’investimento speculativi a un caso virtuoso, in cui la collaborazione tra istituzioni e finanziatori privati con un approccio etico permettono di salvaguardare l’occupazione attraverso imprese innovative, cooperative e capaci di rispondere all’urgenza occupazionale e di contrasto ai cambiamenti climatici”.

Non mancheranno gli studenti e le studentesse che da giorni stanno facendo le acampadas davanti agli atenei di Firenze, Pisa e Siena. “È difficile tornare in piazza quando i nostri occhi sono puntati su Gaza e sull’escalation bellica mondiale – osserva sul punto Dario Salvetti – eppure sappiamo che le cose sono collegate, è la stessa economia che provoca qui delocalizzazioni, impoverimento e schiavitù, e da altri parti guerra, morte e distruzione”. Così sarà in piazza anche il comitato “No Comando Nato né a Firenze né altrove”, che invita alla partecipazione “di tutti coloro che si oppongono alla guerra e alle sue politiche, in solidarietà con il popolo palestinese e ribadendo la necessità di opporsi allo sfruttamento lavorativo e alla guerra, sia nei luoghi di lavoro che nell’alternanza scuola-lavoro”.

Infine, dopo che i consigli comunali di Firenze e Montelupo Fiorentino hanno approvato mozioni in favore della proposta di legge regionale, la Rsu ex-Gkn anticipa che “sarà chiesto ad altri tre Comuni di fare altrettanto, e trasformare così il testo in legge di iniziativa popolare, visto che ad oggi nessun consigliere regionale ha fatto propria la proposta, portandola in Consiglio per discuterla e approvarla”.