Buon anno! Il Presidente Mattarella regala un nuovo 31 dicembre ai marchigiani, con un discorso dedicato a loro, ai pesaresi segnatamente, alla cerimonia di apertura dell’anno in cui il capoluogo provinciale, l’unico dei cinque della regione rimasto a sinistra, è Capitale Italiana della Cultura. Prende il testimone da Bergamo e Brescia, città cui questa marchigiana è accomunata da un’altra sorte, quella di essere stati i luoghi italiani dove il covid quattro anni fa ha colpito più duro. Ora il tempo ha fatto il giro, quei giorni sembrano a tratti quasi relegati alla dimensione di sogno; è di nuovo l’anno del compleanno di Rossini, che cade il 29 febbraio, nume tutelare di Pesaro cui la città deve il Conservatorio e la fama internazionale che vola su arie d’opera.

L’inaugurazione non avviene però dentro il Teatro comunale intitolato al compositore; il sindaco Matteo Ricci e l’assessore alla Cultura Daniele Vimini hanno scelto il Palazzetto dello Sport, la Vitrifrigo Arena che bene esprime il genius loci della città: qui gioca in serie A la Victoria Libertas, la locale squadra di basket; e il Palazzetto dove a fine agosto vengono allestite le opere del Rossini Opera Festival è stato capace di ospitare una festa popolare, i suoi ottomila invitati tra studenti, ospiti illustri e illustri sconosciuti.

NEL PARTERRE DE ROY a masticare amaro le autorità delle regione franta dove a contendersi lo scettro di Capitale c’era anche Ascoli Piceno, città del sud dove si agglutina oggi il potere politico marchigiano: di lì viene il Governatore Acquaroli e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Castelli, entrambi FdI. Ora però la festa è di tutti: dei cinquanta Comuni che Pesaro coinvolge nello svolgimento degli eventi che puntellano i 366 giorni del 2024, e di tutta la regione come ha sottolineato il Presidente della medesima.

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Tocca anche a lui ricordare il curriculum culturale delle Marche; Leopardi (“All’Italia” il suo testo più citato) è stato spesso richiamato a dar man forte a Rossini che da qualche parte avrà molto sbadigliato al trecentesimo riferimento nei discorsi dei politici al suo celeberrimo crescendo; la faccenda del climax ascendente musicale è piaciuta molto al Ministro Sangiuliano, che all’espressione è ricorso più volte nel suo intervento, e che ha ricordato un suo precedente trascorso in città; era il 2021 ed era stato chiamato alla Festa dell’Unità di Pesaro a intervistare, egli è giornalista ricordiamo, Maurizio Landini. Nel corso di una passeggiata notturna, che immaginiamo come le Notti Bianche di Dostoevskij, Gennaro Sangiuliano parlò già allora con Ricci del progetto Capitale. «Chi avrebbe immaginato che oggi l’avrei presentato in veste di Ministro?».

Noi no di certo. Ma il protagonista della giornata è stato Sergio Mattarella applaudito dai ragazzi e acclamato da Paolo Bonolis (che ha presentato la cerimonia come Ciao Darwin e invecchiando va somigliando a Steve Carrell); il presidente della Repubblica è apparso sempre sorridente e indulgente nei primi piani delle zoomate che la regia gli ha riservato, come un nonno alla recita natalizia di nipoti amati, e ha parlato di cose importanti: uguaglianza di diritti, partecipazione e solidarietà, invitando a capitalizzare il valore della libertà insieme a quello della cultura intesa come precursore di pace. Se a Pesaro, e non solo, si parla tanto di bellezza,

«TANTI VERRANNO a Pesaro per incontrarvi, per conoscere il vostro patrimonio storico-artistico» dice Mattarella. per la «circolarità della cultura che non sopporta restrizioni o confini, che pretende il rispetto delle opzioni di ogni cittadino, respinge la pretesa di pubblici poteri o grandi corporazioni, di indirizzare le sensibilità verso il monopolio di un pensiero unico».
Mattarella ricorda che l’estetica si deve legare all’etica, al rispetto. Percorre il tema della riconciliazione con l’ambiente. Fa insomma quello che può e speriamo lo faccia anche Ricci: «Vogliamo – ha ribadito Ricci, con un pensiero anche a Gaza – rilanciare la sfida della sostenibilità e della cultura della pace».

Intanto la maggiore elargizione di grazia, nel garbato trionfo della giornata che prosegue con Max Gazzè, orchestra Casadei e Rosa Chemical, la si deve alle donne: a Mariangela Gualtieri, che nella regione manifatturiera reclama con versi che hanno l’atmosfera di Perfect Day di Wenders, un fare felice e gentile, l’importanza di svolgere con cura ogni compito. Liliana Segre, che a Pesaro è molto legata e manda un messaggio trepidante letto dall’attrice Lucia Ferrati, alle donne dell’orchestra femminile Olimpia, cui si deve la colonna sonora della cerimonia e che il mese scorso si è esibita qui con l’analoga formazione di donne della Afghan Youth Orchestra, fatto ricordato da Ricci come pure, era tempo, il gemellaggio di Pesaro con Rafah nella striscia di Gaza.