Lo storico sciopero degli attori e attrici negli Usa proclamato la scorsa settimana, che si è unito a quello già in corso degli sceneggiatori, continua a bloccare Hollywood ma con alcune novità. Il sindacato Sag-Aftra ha infatti concesso diverse esenzioni – attualmente sono 39 – affinché gli attori di film e serie indipendenti possano continuare a recitare.

LE CONTRADDIZIONI, naturalmente, non mancano. Per produzioni indipendenti si intendono tutte quelle non finanziate dai grandi studios, ovvero la «controparte» nello sciopero in corso, organizzata nella Amptp (Alliance of Motion Picture and Television Producers). Spesso però, come ci si può immaginare, i confini sono sfumati, come nel caso di The Chosen. La quarta stagione della serie dedicata nientemeno che a Gesù di Nazareth è stata la prima realtà a ricevere un’esenzione, e subito il team ha fatto sapere che avrebbe ripreso immediatamente a girare. The Chosen non è prodotta da uno studio ma ha recentemente siglato un accordo per la distribuzione con Lionsgate e le precedenti stagioni sono state vendute a Cw, Netflix, Amazon e Peacock.
In ogni caso, secondo quanto riportato da «Deadline», per ottenere un’esenzione le produzioni indipendenti devono anche allinearsi alle richieste del sindacato – non accettate, per il momento, dagli studios – ovvero un aumento dell’11% del salario minimo rispetto a quello concordato nel contratto triennale nel 2020. In quest’ottica, alcuni commentatori credono che concedere le esenzioni a queste condizioni potrebbe essere una buona mossa, perché indebolirebbe la posizione dell’Amptp.

INTANTO, figure importanti stanno intervenendo nel dibattito relativo allo sciopero. Bernie Sanders ha parlato in una conferenza online insieme a Fran Drescher – l’attrice celebre per la sitcom La tata, oggi a capo del sindacato Sag-Aftra – dichiarando che lo sciopero degli attori riguarda tutti i lavoratori, perché «quello che sta accadendo a Hollywood sta accadendo in molti modi in tutto il paese», sia rispetto alla spinta organizzativa e sindacale che al tentativo di emarginare i lavoratori nel cambiamento tecnologico in corso, mentre i massimi dirigenti aziendali diventano più ricchi. Come mediatore si è invece speso Tom Cruise: avrebbe chiesto agli studios di ragionare più approfonditamente sull’impatto dell’intelligenza artificiale e su come limitarlo, mentre al sindacato avrebbe chiesto di trovare dei modi per permettere agli attori e alle attrici di non sabotare la promozione dei film, il grande spauracchio dei festival autunnali.