«In nessun luogo e in nessun momento, soprattutto nel 2023, una vita dovrebbe avere più valore di quella di un’altra. A causa di etnia, cultura o per puro odio», ha scritto nei suoi profili social, seguiti da milioni di persone, la famosa modella statunitense Bella Hadid, di padre palestinese, commentando le affermazioni del ministro israeliano della Sicurezza Itamar Ben Gvir che a inizio settimana, aveva definito il diritto suo e della sua famiglia  «di muoversi sulle strade in Giudea e Samaria (la Cisgiordania, ndr) più importante del diritto di movimento degli arabi (i palestinesi, ndr)». Ben Gvir, peraltro, si era rivolto con «Mi dispiace, Mohammad» al giornalista palestinese Mohammad Magadli che lo stava intervistando.

Accusato di razzismo e di aver, di fatto, confermato che Israele pratica un sistema di apartheid in Cisgiordania, Ben Gvir ha escluso una retromarcia. Al contrario ha puntato il dito contro Bella Hadid che, a suo dire, non terrebbe conto dei pericoli che i suoi famigliari correrebbero a causa di attacchi armati palestinesi. L’ufficio del primo ministro Netanyahu ha aggiunto da parte sua che Israele in Cisgiordania garantisce libertà di movimento a palestinesi e israeliani. In un comunicato il capo del governo di estrema destra religiosa, ha scritto che all’unico scopo di impedire uccisioni di coloni ebrei – oltre trenta quest’anno, 230 quelle di palestinesi – «le forze di sicurezza israeliane hanno attuato speciali misure in determinate aree…Questo intendeva il ministro Ben-Gvir quando ha affermato che il diritto alla vita precede la libertà di movimento».

Il giornale online Times Of Israel, citando fonti diplomatiche, scriveva ieri che le affermazioni di Ben Gvir hanno causato un danno enorme all’immagine di Israele. La stessa Amministrazione Usa ha condannato le parole del ministro. L’analista israeliana Mairav Zonszein del Crisis Group, sostiene che Ben Gvir ha espresso ad alta voce il punto di vista della «parte silenziosa», gli israeliani di estrema destra che non mostrano alcun rispetto per la vita dei palestinesi. Secondo Ahmad Tibi, deputato e cittadino palestinese di Israele, «Per la prima volta, un ministro ha ammesso in diretta che Israele applica un regime di apartheid, basato sulla supremazia ebraica».

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