Anil Kapoor ha vinto una sentenza storica contro l’AI, l’intelligenza artificiale. La star di The Millionaire aveva intentato causa presso l’Alta Corte di Delhi per la protezione dei suoi diritti della persona inclusi nome, immagine, somiglianza, voce e altre caratteristiche specifiche contro qualsiasi uso improprio, anche sui media digitali. La causa ha fornito vari esempi di uso improprio della sua persona e ieri la corte, dopo una lunga udienza ha riconosciuto i diritti di Kapoor vietando a tutti i trasgressori di utilizzare ogni aspetto della sua immagine senza il suo permesso. «Sono molto felice di questo risultato, penso sia di grande importanza per ogni attore» ha dichiarato Kapoor a «Variety». E ha aggiunto: «La tecnologia e l’intelligenza artificiale, evolvono ogni giorno e possono essere utilizzate in modo improprio a livello commerciale. Ora la mia immagine, voce, morphing, GIF e deep fake devono essere immediatamente ritirate se diffuse in modo non concordato».

ALL’ORIGINE della causa ci sono i numerosi video ed emoji che rimandano alla sua persona, così come la sua frase iconica «jhakaas», usata per la prima volta nel film del 1985 Yudh. L’espressione che si traduce più o meno come «fantastico» o «malvagio», è ora protetta dall’ordinanza del tribunale. L’intelligenza artificiale è una delle questioni chiave dello sciopero SAG-AFTRA in corso e Kapoor, rappresentato da David Unger presso Artist International Group a Hollywood, ha espresso il suo sostegno ai suoi colleghi attori.

«L’ORDINANZA del tribunale] dovrebbe essere, in una certa misura, una notizia molto positiva per tutti loro. E sono sempre, completamente con loro in ogni modo, e sento che i loro diritti dovrebbero essere protetti, perché tutti, grandi, piccoli, popolari, non popolari, ogni attore ha il diritto di proteggere se stesso e i propri diritti» ha spiegato Kapoor che ha presentato al festival di Toronto Thank You for Coming , di cui è produttore e dove appare in un cameo. «La mia intenzione non è quella di interferire con la libertà di espressione di nessuno o di penalizzare nessuno. Il mio intento era quello di proteggere i miei diritti della mia immagine e prevenirne qualsiasi uso improprio per guadagni commerciali, in particolare nello scenario attuale con rapidi cambiamenti nella tecnologia e negli strumenti come l’intelligenza artificiale».