Difficile trovare una vertenza con tanti colpi di scena, con l’alternarsi di mediazioni raggiunte e tavoli rovesciati, fino al 9 gennaio quando qualsiasi accordo era sembrato impossibile. Già pronto un fitto calendario di iniziative per evitare il licenziamento, al buio, di 300 lavoratori e perché non venisse cancellato un pezzo fondamentale della storia industriale del territorio. Poi, martedì, l’arrivo a Roma del vicepresidente di Wärtsilä Corporation, Roger Holm, e l’incontro con il ministro dell’Industria Urso che sembra aprire un nuovo capitolo, tanto che vengono immediatamente convocate tutte le parti. C’è Urso in persona, stavolta, la regione Friuli Venezia Giulia, Confindustria Alto Friuli e tutti i sindacati di categoria. C’è anche Ansaldo Energia pronta a investire sull’idrogeno verde nel sito di Bagnoli della Rosandra. Dall’altra parte c’è Holm con l’ad di Wärtsilä-Italia.

Tavolo aperto online ieri e risolto in un paio d’ore: sei mesi di proroga del contratto di solidarietà e Wärtsilä che conferma i laboratori di ricerca sviluppo e manutenzione presenti in Italia ma garantisce anche un suo ruolo attivo nella tessitura dell’accordo di programma che dovrà garantire un futuro industriale specifico a Bagnoli della Rosandra. Wärtsilä sottoscrive, insomma, quello che si era rifiutata di accettare una settimana fa. Stavolta le firme ci sono. Frutto della compattezza dimostrata da sindacati e istituzioni, il commento generale, e grande soddisfazione per la retromarcia di Wärtsilä che, forse, ha fatto due conti: rompere significa dover pagare comunque gli stipendi ai lavoratori per otto mesi ma anche dover restituire i finanziamenti pubblici ottenuti da 10 anni a questa parte.