Se nell’atmosfera di Palazzo Chigi il Pd e il M5S sono in rotta di collisione, per sentire già il rumore dello scontro basta spostarsi in Campidoglio. L’oggetto del contendere, e da lungo tempo, è la spazzatura di Roma. O meglio la scelta della località dove aprire una discarica che dovrebbe sostituire quella di Colleferro, già stracolma e comunque in via di chiusura definitiva dall’anno prossimo. Una scelta non più rinviabile, considerando che dopo il no di Civitavecchia altri 34 sindaci dell’hinterland capitolino si sono opposti all’ipotesi di smaltire in casa loro i sacchetti romani.

Eppure ieri lo scaricabarile tra Comune e Regione che tiene sotto scacco i cittadini è degenerato in una vera e propria sceneggiata. Ad una manciata di ore dalla trattativa intavolata in via della Pisana, dopo l’ultimatum lanciato al Comune dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione, la sindaca Virginia Raggi ha riunito i minisindaci a 5 Stelle e ha marciato verso il Consiglio regionale con tanto di fascia tricolore per dire «no a discariche che violano le norme ambientali».

Ma non si riferiva a quelle che si possono incontrare lungo le strade della Capitale e che con il Natale rischiano di far precipitare la città in una vera e propria emergenza sanitaria. «Siamo disponibili a fare impianti che non ledano l’ambiente e non mettano in pericolo la salute dei cittadini – ha detto la sindaca – Se questo significa essere incoscienti rivendico un’incoscienza di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini». All’interno della Pisana, si svolgeva la seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio dedicata ai rifiuti durante la quale l’assessore regionale ha prospettato l’ipotesi di commissariamento del Comune: «Siamo andati a casa ieri sera sapendo che c’era una intesa. Stamattina registriamo che non c’è più, ce ne dispiace. Ma noi andiamo avanti – ha promesso l’assessore Massimiliano Valeriani -, emetteremo un’ordinanza e faremo tutto quello che la norma ci consente e ci attribuisce. Non lasceremo la città cadere nel caos. Eserciteremo i nostri poteri».

Valeriani (Pd) mostra il Piano d’azione regionale, di 1200 pagine, messo a punto per evitare la procedura d’infrazione che la Commissione europea ha minacciato nel caso non si risolva al più presto la carenza di siti di stoccaggio e di termovalorizzatori di cui soffre Roma. Riguardo al Piano, l’amministrazione comunale ha già presentato le sue controdeduzioni. «Questa procedura si è completata – ha precisato l’assessore – e la prossima settimana questo Piano arriverà in Consiglio per poi essere oggetto di discussione: non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità».

La sindaca Raggi invece insiste perché a scegliere il sito sia la Regione: «Se loro dicono sulla base del flusso dei rifiuti che serve una discarica a Roma, benissimo costruiremo quello che serve. Non veniamo da Marte», ha assicurato l’esponente pentastellata intervenendo, poi, in Consiglio regionale. Ma nel frattempo, è il ragionamento, «chiediamo che la discarica di Colleferro venga prolungata per il 2020. Sappiamo che la Regione ha ascoltato il territorio di Colleferro che conta 20 mila abitanti, noi stiamo dicendo che Roma ha 3 milioni di cittadini che vogliono essere ascoltati». Serve tempo, a Raggi. Per fare l’ambientalista senza troppe responsabilità, serve tempo. Almeno fino a fine sindacatura (giugno 2021).