Il primo colpo di ciak risale al 1914, per Cabiria di Giovanni Pastrone, tre ore e dieci minuti, dopo Quo Vadis il più grande kolossal di tutta la storia del cinema. L’ultimo al 2102, per Buongiorno Presidente di Riccardo Milani, con Katia Smutniak e Claudio Bisio, appena uscito nelle sale. A unire questi due estremi un’infinità di film di ogni genere, alcuni autentiche pietre miliari, tutti girati a Torino. Dunque la città si avvia a celebrare il secolo di vita come set cinematografico. Un set che porta anche risorse sul territorio regionale. Secondo i dati della Film Commission Torino e Piemonte, lo scorso anno sono state sostenute 53 produzioni tra lungometraggi, fiction tv, cortometraggi. Con una ricaduta economica pari a circa 17 milioni e mezzo di euro. A fare della capitale sabauda una location ideale, cui, dopo il lungo restauro, si è aggiunta la Reggia di Venaria, è senza dubbio la sua dimensione scenografica, dai palazzi d’epoca alle vie del Quadrilatero Romano, da Porta Palazzo con l’immenso mercato a via Roma che con il buio rimanda ai quadri di De Chirico, fino al Po e alla collina. Perché, allora, non trasformare tutto questo in una risorsa turistica? La domanda non è caduta nel vuoto, tanto più in un momento che vede la città della Fiat in profonda crisi e a rischio di un ritorno a quella immagine di luogo grigio e noioso cancellata parzialmente cancellata con le Olimpiadi Invernali del 2006.
A rispondere è stata l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, affiancata dalla Regione, da una Fondazione bancaria e da alcuni sponsor privati. È nato così «Movie on the road», percorso cinematografico in ventiquattro tappe, ciascuna dedicata a un film e a colui che lo ha reso celebre: attrice, attore, regista, scenografo. Guida il turista, o il cittadino in cerca di nuove curiosità, una mappa a colori, duplice edizione, italiana e inglese, dove ciascun numero rimanda a una scheda con il nome del protagonista scelto, il titolo della pellicola, la trama e il riferimento topografico. Qualche esempio. Woody Allen, con Hanna e le sue sorelle, lo troviamo al Teatro Regio in piazza Castello; nella stessa piazza, ma negli interni di Palazzo Madama, ecco la Audrey Hepburn di Guerra e Pace; al tavolino di un bar di piazza Emanuele Filiberto, nel Quadrilatero, sedeva Stefano Accorsi in Santa Maradona di Marco Ponti; Gianni Amelio (direttore di tre edizioni del Torino film festival) ha girato nella Galleria Umberto I, dintorni di porta Palazzo, alcune scene di Così ridevano; lungo i Murazzi del Po camminava, come sempre tormentato e pensoso, il Nanni Moretti di La seconda volta.
Arricchiscono l’itinerario i sei luoghi-simbolo del cinema torinese, vale a dire la Mole Antonelliana con il museo dedicato alla settima arte, seguito da Palazzo Chiablese che ne fu la prima sede; il cinema Romano, prima sala d’essai in Italia riconosciuta dalla Confédération Internationale des Cinémas d’Art e d’Essai; l’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza; il complesso del Cineporto, ricavato dalle strutture dell’ex cotonificio Cologno; gli Studi Fert, attivi dal 1919 agli anni ’70, dove oggi trovano ospitalità i Lumiq Studios e il Virtual Reality & Multimedia Park per la produzione di audiovisivi ad alto standard tecnologico.
Ma, poiché, oggi, il turista non di sola carta vive, la mappa riporta un tag che, una volta fotografato, apre una serie di contenuti interattivi direttamente sullo smartphone. E ancora: alla mappa in versione digitale si accede tramite il portale movieontheroad.com. Qui i contenuti e i percorsi hanno respiro più ampio, vengono aggiornati costantemente, e sono presenti video, foto, notizie, curiosità. Inserendo la propria posizione, compaiono le indicazioni stradali per raggiungere con il cammino più breve le altre tappe scelte. La mappa cartacea di «Movie on the road», trentamila copie di tiratura iniziale bilingue, è in distribuzione presso i Punti di Informazione Turistica di Torino. In quale piazza fu girata la scena di Profondo Rosso, 1975, regia di Dario Argento, in cui il protagonista, David Hemmings, guardando una finestra, assiste all’omicidio della sensitiva? Seguite le tracce indicate da Movie on the road, e lo scoprirete.