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Visioni

L’Italia senza gioco batte l’Uruguay

Rugby. Gli azzurri passano di misura (17-10) ma la squadra di Crowley dimostra di non avere personalità. Ora c’è il Sei Nazioni alle porte: e il tempo per migliorare è ormai scaduto.

L’Italia doveva vincere la sfida con l’Uruguay e l’ha vinta. Di stretta misura: 17-10, con una sola meta di scarto e rischiando nel finale di subire il pareggio. Le due mete azzurre portano la firma di due esordienti: Pierre Bruno, ala venticinquenne delle Zebre, e Haime Faiva, ventisette anni, tallonatore neozelandese con sangue tongano, cresciuto a Aukland e trasferitosi a Treviso, divenuto uno dei molti equiparati del rugby italiano. E questa sono le note positive. Le uniche. L’Italia doveva disputare una buona partita (“buona” poteva bastare, non si chiedeva l’eccellenza), offrire qualche certezza, mostrare di avere un impianto di gioco,...

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