Quello tra Italia e Germania è un rapporto che affonda le proprie radici in una storia millenaria e si caratterizza, in primo luogo, per la sua estrema complessità. Una relazione che, nel corso dei secoli, ha riguardato gli ambiti più disparati dando vita a un confronto talvolta aspro e conflittuale, ma sempre fecondo; capace, cioè, di promuoverne il costante, reciproco arricchimento. Dalla letteratura alla musica, dalla filosofia alla scienza, dall’arte al cinema, appaiono innumerevoli i contesti nei quali i due Paesi si sono ispirati a vicenda producendo sovente esiti di livello altissimo.

COSA SUGGERISCE, invece l’indagine storico-politica, economica e psicologica? In quale misura, i contrasti risalenti al recente passato influiscono sull’idea che le due nazioni hanno oggi l’una dell’altra? I traumi provocati e subiti non molti decenni or sono continuano a renderne problematiche le relazioni? Sono questi altrettanti interrogativi ai quali cercano di rispondere – nei tre saggi raccolti in questo volume dal titolo Italia e Germania. L’intesa necessaria (per l’Europa) (Bollati Boringhieri, pp. 123, euro 13,00) Federico Niglia, Beda Romano e Flavio Valeri: studiosi che mettono in rilievo come, tra Roma e Berlino, le affinità siano in realtà più numerose di quanto non traspaia da tanti luoghi comuni. Sostengono, al riguardo, gli autori che «malgrado questi stereotipi, e provando per un momento a isolarci dal brusio quotidiano, vediamo come tra questi Paesi vi sia una straordinaria simbiosi economica, sorprendenti vincoli culturali e anche politici». Paesi tra i quali si starebbe realizzando, insomma, un’autentica osmosi. Cerchiamo però di esaminare i loro scritti in maniera più circostanziata.

Nel suo contributo, lo storico Federico Niglia osserva come le vicende di Italia e Germania si siano fittamente intrecciate e la diffidenza reciproca, i timori e i pregiudizi abbiano ceduto progressivamente il passo a una sempre maggiore convergenza che si è concretizzata nell’adesione ai principî democratici, nella centralità attribuita ai legami transatlantici e nell’impegno volto a rafforzare tanto la costruzione quanto l’integrazione europea. Orientamenti di fondo che non sono stati mai messi seriamente in discussione da qualche episodico screzio verificatosi nell’ambito delle relazioni tra governi.

IL BANCHIERE Flavio Valeri mette in risalto, dal canto suo, la stretta interdipendenza italo-tedesca: una situazione che egli sintetizza efficacemente riportando i dati dell’interscambio tra le due nazioni relativo al 2019 dal momento che, in quell’anno, la Germania è stata il primo fornitore e il primo cliente del nostro Paese, costituendo nel contempo il suo principale partner commerciale.

Riguardo poi alle istituzioni finanziarie, va rilevato ancora oggi un elevato livello di integrazione e compenetrazione. Il corrispondente e saggista Beda Romano propone infine al lettore di intraprendere un viaggio nell’anima tedesca. L’autore osserva come alle tradizionali affidabilità, precisione ed efficienza i tedeschi abbiano affiancato – dopo l’ultima guerra – virtù quali l’autonomia di giudizio, la libertà di espressione, lo spirito di iniziativa.

CERTO, si tratta di un popolo spesso preda delle sue emozioni e inquietudini, alla continua ricerca tanto di un ordine rassicurante quanto di un equilibrio in grado di bilanciare le proprie qualità e pulsioni. Affinché, a prendere il sopravvento, non siano queste ultime occorrerà che i due Paesi rafforzino la rete dei luoghi di dialogo e confronto: la conoscenza reciproca e la consapevolezza dei comuni interessi non potranno che beneficiarne.