Le tracce in giardino di un’ispirazione esoterica e massonica si moltiplicano, a cavallo tra 700 e 800, in parallelo e talvolta in relazione diretta con il diffondersi anche in Italia del modello del giardino paesaggistico all’inglese che, reagendo alle precedenti impostazioni, propone invece un rapporto privilegiato con la natura, per quanto accortamente ricostruita e pervasa di testimonianze della storia. Assieme a elementi ripresi dalla tradizione alchemica, astrologica, cabalistica e rosacrociana si ritrovano così simbologie legate agli strumenti della lezione muratoria, elementi architettonici di ispirazione massonica, sacrari, tempietti, labirinti, urne funerarie, iscrizioni, magari scolpite in un contesto di rovine, mentre obelischi e sfingi rinviano all’antica sapienza egizia. Un corposo volume a cura di Giovanni Greco e Marco Rocchi ripercorre ora i Segreti massonici italiani Giardini, simboli e luoghi d’ispirazione esoterica (Mimesis, pp. 409, € 35,00). Certo con mano larga, per quanto si consideri come il sincretismo e la stratificazione di ritualità e simbolismi renda labili i confini della tradizione muratoria. Assimilando, in una sorta di rassegna di episodi diversi, precedenti e opere ispirate allo spirito massonico, come il Giardino inglese della reggia di Caserta o quello, ricco di allusioni e moduli del pensiero muratorio, che il patrizio veneto Angelo Querini disegnò di persona ad Altichiero.

E, con l’800, gli interventi di Giuseppe Jappelli, quelli di Ignazio Alessandro Pallavicini, o, ancora, il percorso iniziatico dei Ciucioi a Lavis, in val di Cembra, un giardino merlato, addossato per via di terrazzamenti, guglie e rampe disposte sulle pendici del colle del Paion, con serre di rare piante esotiche, limonaie, balconi pensili. Nell’universo massonico anche molte piante comportano riferimenti simbolici, dalla melagrana all’alloro, dalla rosa, fiore del segreto, all’ulivo, fino all’acacia che rinvia al rituale di elevazione.