La grande visione di Rousseau scade ancora una volta nella prosaica richiesta di denaro. L’associazione di Davide Casaleggio avanza la richiesta di 450 mila euro, a tanto ammontano gli arretrati dovuti dai parlamentari nel corso di questa legislatura. Senza questi soldi, dice all’Adnkronos il notaio Valerio Tacchini, la piattaforma non potrebbe procedere con le votazioni online che dovrebbero ratificare il cambio di statuto e condurre alla nascita del nuovo Movimento 5 Stelle.

Succede proprio nei giorni in cui Beppe Grillo, sembra più questioni legali che per convinzione intima, starebbe cercando di convincere i parlamentari a trovare una forma di coabitazione con Rousseau, magari previo contratto di servizio che ne delimiti il campo d’intervento appositamente predisposto dall’avvocato e nuovo leader Giuseppe Conte. Gli eletti non ne vogliono sapere, percepiscono Casaleggio come un corpo estraneo e rivendicano che il baricentro del M5S si sposti sui portavoce.

Oggi il gestore di Rousseau dovrebbe lanciare ControVento, il documento programmatico che era stato percepito come anticamera della scissione da molti deputati e senatori. È una carta dei valori che per Casaleggio dovrebbe garantire l’identità del M5S nel futuro prossimo e consentire che ogni evoluzione resti ancorata alle radici del grillismo.

A detta del notaio Tacchini, però, il punto di caduta di tutta questa storia ha a che fare con questioni molto più materiali. «Il problema non è ideologico, è economico», sintetizza il legale che ha il compito di certificare le votazioni sulla piattaforma. «L’Associazione Rousseau non ha soldi in cassa – prosegue – Per attivare qualsiasi procedura di voto bisogna che venga pagato il sospeso, con i versamenti dei parlamentari. Casaleggio non ha alcuna intenzione di fare ostruzionismo, chiede solo che siano onorati gli impegni per consentire a Rousseau di procedere con le operazioni di voto».

La contesa ha del paradossale, fin troppo facile ironizzare sul M5S che si proponeva come modello per una politica a costo zero. Ma una faccenda tanto concreta difficilmente prelude a una rottura: attorno a questioni del genere un accordo si trova sempre.