In attesa dei dati della Sicilia, che tardano ad arrivare e comunque non si annuncerebbero proprio esaltanti, Beppe Grillo si consola con la vittoria del M5S in due ballottaggi su tre. A Pomezia, centro industriale a 30 chilometri da Roma, e ad Assimi, in provincia di Cagliari, hanno vinto i candidati scelti dal movimento, rispettivamente Fabio Fucci e Mario Puddu. “Il cammino del Movimento 5 Stelle all’interno delle istituzioni è lento, ma inesorabile” commenta dal suo blog Grillo con enfasi e allo stesso tempo con una prudenza estrema, assicurando a tutti che i due neosindaci apriranno adesso le porte dei rispettivi comuni ai cittadini.

Mentre Grillo scrive alla Camera, una delle istituzioni all’interno della quali il movimento ha già cominciato il suo cammino, comincia la resa dei conti tra i parlamentari pentastellati dopo l’uscita di Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, passati entrambi al gruppo misto. Ma soprattutto dopo i toni offensivi usati nei loro confronti nel comunicato stampa che ne annunciava l’uscita dal Movimento. Quelle accuse di essere dei «lavativi», e di aver meditato la fuoriuscita solo per non restituire i soldi non spesi della diaria, non sono piaciute a più di un parlamentare, che non ne ha fatto certo mistero.

«Noi non cacciamo nessuno, ma se qualcuno vuole andarsene non possiamo trattenerlo», spiega il deputato Alessandro Di Battista, riprendendo la linea già tracciata da Grillo. E la frase la dice lunga, perché pur senza esplicitarlo chiaramente, sembra voler mettere il bavaglio a quanti – e sono sempre di più – si mostrano invece insofferenti per la difficoltà di poter esprimere le proprie opinioni e che non hanno alcuna intenzione di lasciare il movimento. O essere costretti a farlo perché in dissenso con le opinioni della copia Grillo-Casaleggio. La riunione è però anche il pretesto per l’ormai ex Furnari di prendersi una piccola rivincita. «Oggi invece di perdere tempo in riunioni abbiamo lavorato su alcune proposte di legge», annuncia nei corridoi di Montecitorio, senza però rivelare di cosa tratterebbe la legge in questione.

All’ordine del giorno della riunione, però, non c’è solo la questione dei dissidenti. I parlamentari grillini dovevano infatti decidere anche come fare per restituire la parte eccedente della diaria e come compilare i non certo facili modelli ricevuti in settimana e che vanno riempiti indicando tutte le voci di spesa. Alla fine dovrebbe essere stato individuato il fondo dove far confluire le eccedenze delle diarie.

Infine c’è la questione del nuovo capogruppo al Senato che dovrà sostituire Vito Crimi, giunto alla fine del suo mandato. E l’elezione potrebbe essere un nuovo motivo di scontro tra dissidenti e fedeli alla linea di Grillo. In diretta streaming si giocheranno il posto Alberto Orellana, indicato da quanti hanno scelto la linea del dialogo,. a Nicola Morra, più vicino invece al comico genovese.

Comico genovese che ieri ha incassato al solidarietà di Dario Fo, che ha denunciato il continuo linciaggio nei confronti del fondatore del M5S e dei suoi parlamentari: «Hanno linciato anche loro – spiega – definendoli scemi, ritardati, incapaci di parlare, inesperti e invece sono dei ragazzi giovani che hanno tanta voglia di fare e cambiare le cose. Io li ho conosciuti e ne sono rimasto sorpreso».