L’Agenzia del farmaco (Ema) avrà la sede ad Amsterdam, l’Agenzia bancaria (Eba) a Parigi. È la prima conseguenza concreta del Brexit che verrà: Londra perde le due agenzie europee, che traslocheranno nel 2019, a Brexit avvenuto. Milano, che è arrivata alla pari con Amsterdam al terzo voto, è stata sconfitta dall’estrazione a sorte della pallina nell’urna. «Una beffa», ha commentato il primo ministro Paolo Gentiloni, una «candidatura solida è stata sconfitta da un sorteggio». Per il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, «è stata comunque una dimostrazione di forza della nostra città», che è stata competitiva fino all’ultimo soffio contro Amsterdam e Copenhangen.

Il voto ha avuto luogo ieri al Consiglio Affari generali, a 27 (la Gran Bretagna non ha evidentemente partecipato), con regole prestabilite (fino a tre turni, con ogni paese che aveva 6 voti, tre da dare al preferito, poi due e poi uno, per la seconda e terza scelta; in seguito un secondo turno con una soglia e un terzo di ballottaggio e infine il tiro a sorte, perché c’è stata parità). Milano è arrivata in testa ai primi due turni, poi è stata alla pari con Amsterdam e la scelta è stata affidata al caso. Parigi ottiene l’Abe e la destra ha subito accusato Emmanuel Macron di essersi interessato più alle banche che ai medicinali (Lille era candidata per l’Ema, ma non ha superato il primo turno).

L’Ema è un’agenzia Ue nata nel 1995, che ha lo scopo di «garantire la valutazione scientifica, il controllo e la sicurezza dei medicinali». Tra le due Agenzie che devono abbandonare Londra era la più ambita, perché occupa 890 persone e attira ogni anni più di 3.500 esperti per le valutazioni. L’Ema, in altri termini, genera un considerevole giro d’affari, tra ricercatori ben pagati ed esperti. Riunisce migliaia di scienziati, collabora con le agenzie dei medicinali dei vari stati per gli studi sull’autorizzazione dei medicinali.

Le città candidate erano state valutate sulla base di vari criteri: essere all’altezza dal punto di vista delle infrastrutture e dei collegamenti, offrire scuole di qualità per i figli e anche possibilità di trovare un lavoro per i coniugi.

L’Abe è un’Agenzia più recente, nata nel 2011, come risposta alla crisi finanziaria, per garantire la regolamentazione e la sorveglianza del settore bancario. È una delle tre autorità del sistema europeo di sorveglianza finanziaria, il Sefs. Nel futuro, è destinata a crescere, perché la sorveglianza diventa sempre più centrale e la Ue è attenta a ridurre i costi e l’impatto di un’eventuale crisi futura, sull’onda dei dolorosi insegnamenti derivati dalla crisi del 2008. L’Abe, per esempio, organizza gli stress test a cui sono sottoposte le banche e lavora all’elaborazione delle regole comuni. Per la Francia, aver ottenuto la sede è una vittoria. La Francia aveva già altre 4 sedi di agenzie decentralizzate dell’Ue (l’Italia ne ha due, la Germania tre). Le diplomazie dei vari stati hanno lavorato nei corridoi per influire sulla scelta finale. Per l’Ema correva per esempio Bratislava: i paesi dell’est hanno fatto valere di avere poche sedi, poiché hanno una minore anzianità nella Ue. Anche Barcellona era candidata, e adesso la sconfitta già dal primo turno della capitale catalana è usata in Spagna per accusare la crisi della regione. A un mese dal voto del 21 dicembre, per il governo di Madrid è un segnale delle conseguenze economiche negative dell’indipendentismo.