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Editoriale

La peggiore riforma

L'articolo. Questo testo firmato da sei tra i più autorevoli costituzionalisti italiani può essere sottoscritto scrivendo a costituzione@ilmanifesto.it

La copertina del 13 ottobre 2015

La proposta di legge costituzionale che il senato voterà oggi dissolve l’identità della Repubblica nata dalla Resistenza. È inaccettabile per il metodo e i contenuti; lo è ancor di più in rapporto alla legge elettorale già approvata.

Nel metodo: è costruita per la sopravvivenza di un governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale dopo la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del «Porcellum». Molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato in parlamento spaccature insanabili tra le forze politiche, giungendo ora al voto finale con una maggioranza raccogliticcia e occasionale, che nemmeno esisterebbe senza il premio di maggioranza dichiarato illegittimo.

Nei contenuti: la cancellazione della elezione diretta dei senatori, la drastica riduzione dei componenti – lasciando immutato il numero dei deputati – la composizione fondata su persone selezionate per la titolarità di un diverso mandato (e tratta da un ceto politico di cui l’esperienza dimostra la prevalente bassa qualità) colpiscono irrimediabilmente il principio della rappresentanza politica e gli equilibri del sistema istituzionale.

Non basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, smentito dal complesso e farraginoso procedimento legislativo, e da un rapporto stato-Regioni che solo in piccola parte realizza obiettivi di razionalizzazione e semplificazione, determinando per contro rischi di neo-centralismo.

Il vero obiettivo della riforma è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo. Una prova si trae dalla introduzione in Costituzione di un governo dominus dell’agenda dei lavori parlamentari.

Ma ne è soprattutto prova la sinergia con la legge elettorale «Italicum», che aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del senato l’indebolimento radicale della rappresentatività della camera dei deputati.

Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegnano la camera nelle mani del leader del partito vincente – anche con pochi voti – nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando.

Ne vengono effetti collaterali negativi anche per il sistema di checks and balances. Ne risente infatti l’elezione del Capo dello Stato, dei componenti della Corte costituzionale, del Csm. E ne esce indebolita la stessa rigidità della Costituzione.

La funzione di revisione rimane bicamerale, ma i numeri necessari sono alla Camera artificialmente garantiti alla maggioranza di governo, mentre in senato troviamo membri privi di qualsiasi legittimazione sostanziale a partecipare alla delicatissima funzione di modificare la Carta fondamentale.

L’incontro delle forze politiche antifasciste in Assemblea costituente trovò fondamento nella condivisione di essenziali obiettivi di eguaglianza e giustizia sociale, di tutela di libertà e diritti. Sul progetto politico fu costruita un’architettura istituzionale fondata sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull’equilibrio tra i poteri.

Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso.

Non basta certo in senso contrario l’argomento che la proposta riguarda solo i profili organizzativi. L’impatto sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, sul diritto di voto è indiscutibile.

Più in generale, l’assetto istituzionale è decisivo per l’attuazione dei diritti e delle libertà di cui alla prima parte, come è stato reso evidente dalla sciagurata riforma dell’articolo 81 della Costituzione.

Bisogna dunque battersi contro questa modifica della Costituzione. Facendo mancare il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in seconda deliberazione. E poi con una battaglia referendaria come quella che fece cadere nel 2006, con il voto del popolo italiano, la riforma – parimenti stravolgente – approvata dal centrodestra.

* * *

English version: Renzi and the Worst Reform

* * *

Nei giorni successivi hanno deciso di sottoscrivere altri giuristi e costituzionalisti, tra cui:

Giuseppe Ugo Rescigno, Mauro Volpi, Domenico Gallo, Alessandra Algostino, Gastone Cottino, Alessandro Torre, Pasquale Beneduce, Francesco Ferrante, Valeria Marcenò, Costanza Margiotta, Giulio Itzcovich, Fabio Longo, Marco Fioravanti, Marco Giampieretti, Ida Dominijanni, Laura Ronchetti, Alfonso Di Giovine, Claudio De Fiores, Nicola Vizioli, Fabrizio Amato, Andrea D’Angeli, Michele Di Bari

E oltre 700 lettrici e lettori, tra cui:

Walter Maratona, Emanuela Biondi, Emanuele Limpido, Simonetta Venturini, Domenica Caldarola, Pietro Scocca, Emiliano Schember, Giuseppe Ferraboschi, Pasquale Rampazzo, Loris Auzzi, Emilia Rotella, Roberto Bertoli, Carmelo Toscano, Margherita D’Amico, Enrico Maria Massucci, Roberto Grandolfo, Giuliano Della Foglia, Guido Aiazzi, Mariateresa Parisi, Elisabetta de Rino, Mirella Fè, Alessandro Capuzzo, Giovanni Di Stasio, Stefano Bertocchi, Daniela Nurzia, SImonetta Astigiano, Lorenzo Londero,  Marco Giovenale, Mario Mancini, Giuseppe Brai, Claudia Cantanore, Vincenzo Micocci, Angelo Semeraro, Serenella Borrata, Anna Lanaro, Piero Cherici, Paola Lazzaro, Federico M. Mucciarelli, Umberto Franchi, Luigi Pavani, Andrea D’Angeli, Alvise Marin, Nicolò Ollino, Lorena Bifera, Silvana La Marca, Antonino Morvillo, Giuseppe Aragno, Francesco Zaccaria, Giorgio Bonsanti, Sergio De Martino, Corrado Morgia, Sergio Golinelli, Federica Tarini, Mario Giambelli Gallotti, Cristina Migliorini, Roberto Blanco, Pasquale Vilardo, Mario Menghini, Marina Buono, Domenico Esposito, Antonio J. Manca Graziadei Giorgio Massola, Pierpaolo Ferrazza, Marcello Rosa, Mariagrazia Parolin, Alma Passante, Mauro Icardi, Camilla Zanola, Graziano Pintori, Silvano Labanti, Annalisa Cotrozzi, Luigi Meconi, Luca Tornadù, Bruna Marinoni, Rosario Senia, Alessandro Bazzan, Roberta Radich, Antonella Leto, Moreno Biagioni, Emanuele Chiodini, Giorgio Lunghini, Pietro Gervasio, Ugo Menesatti, Oreste Pezzi, Lorenzo Buccino Malo, Michele Biondo, Angelo Longhi, Barbara Mensi, Manlio Padovan, Mattia Genovesi, Luigi Pandolfi, Renato Midoro, Giuseppe Famà, Sabrina Giancola, Gianna Megli, Fabio Finotti, Alberto Pellegri, Vincenzo Paolillo, Marco Rivarolo, Enrico Comastri, Antonella Atzeni, Gerardo D’Ambrosio, Federico Sisti, Stefano Bucciarelli, Claudio Gagliasso, Rosa Maria Saladino, Grazia Fanelli, Andrea Grasso, Ferruccio Martinelli, Antonio Seu, Loretta Colantoni, Francesca Malvani, Alessandra Pelloni, Fanio Giannetto, Valeria Sarli, Stefano Braccini, Maria Grimaldi, Isabella Temperelli, Mauro Arletti, Gianfranco Nitti, Beppe Corlito, Olimpia Antonelli, Giulio Varacca, Roberto Villani, Marco Liverani, Giuseppe Natale, Mario Badino, Gian Luigi Ago, Elena Valdonio, Marina Tassara , Mariagrazia Morrone, Marco Schiavoncini, Marina Romanini, Francesco Cassotti, Mauro Mazzia, Anna Cozza, Ilario De Marchi, Iolanda Fata, Alberto Dell’Acqua, Alda Gaeta, Dimo Raffaelli, Giuseppe Rissone, Elisa Strumia, Massimo Sernesi, Michele Margiotta, Emilia Martorana, Rossella Torchia, Edoardo Borzi, Daniele Stefani, Sonia Argiolas, Rossella Torchia, Mariarosaria Marino, Luigi Grillo, Sami Nicastro, Rosanna Conte, Sara Di Nitto, Nicolò Fuccaro, Loris Luigi Perillo, Marco Procino, Anna Falcone, Bruna Piaccialuti, Federica Misturelli, Sandra Manca, Matteo Canadelli, Massimiliano Cappello, Silvia Simoncini, Luciano Luccherino, Giselda Demaj, Ioic Thirion, Giacomo Tini, Raffaello Cavicchi, Renato Favaretto, Pierpaolo Farina, Daniela Stefanutto, Alessandra Pillosu, Luca Lamperti, Rosa Maiello, Carlo Salmaso, Remo Capone, Cristina Falzogher, Noemi Politi, Roberto Zanardo, Luigina Cantacessa, Valerio Ghetti, Patrizia Buffa, Mario Guarino, Roberta Radich, Francesco Martinelli, Davide Clementi, Giacomo Signorini, Elisabetta Forni, Ivan Galassi, Gabriella Ronchi, Antonio Di Luca, Antonietta Esposito, Donatella Maggio, Emanuele Negro, Valentino Ravagnani, Teresa Ducci, Eleonora De Rossi, Gianluca Bianchi, Luca Cozzolino, Walter Haeusl, Paolo Scroccu, Gennaro Domestico, Alberto Rossini, Rosamaria Colognola, Biagio Tondo, Flavio Marcolini, Antonia De Martinis, Roberto Turati, Giordano Fumagalli, Davide Cacchioni, Gianluca Alfieri, Claudio Maracci, Ilaria Pantusa, Michele Iacono, Luigi Bennardo, Francesco Neroni, Cristina Setti, Marina Notarangelo, Giorgio Lonardi, Elena Ricci, Giuseppe Moncada, Stefania Zilli, Stefania De Pace, Luca Agostinelli, Rosalba Bois, Nella Toscano, Giorgio Bignami, Daniela Pavesi, Elisa Baioni, Fabrizio Frinolli, Gianfranco Mazzeo, Sergio Caselli, Nica de Maio, Giovanna Comite, Laura Palermo, Carlo Maria Cananzi, Francesco Mirabelli, Paolo Leone, Paolo Cincilla, Patrizia Petrucci, Roberto Spocci, Ilaria Agostini, Mauro De Cupis, Daniele Vennetiello, Carlotta Giusti, Marco Petrocelli, Antonio Ingroia, Grazia Sbrana, Federico Massi, Vito Nicola Volpe, Lorenzo Desideri, Rita Bizzarri, Maurizio Baldelli, Alessandra Boccafogli, Elena Rotondo, Anna Maria Gozzi, Idana Rapinesi, Alfonso Gianni, Lorenzo Paluan, Gaetano Continillo, Raffaele Tomaiuolo, Antonio Scrimitore, Bianca Busato, Franco Astengo, Francesca Gruppi, Vincenzo Letizia, Rossella Rispoli, Marco Russo, Roberta Maria Palma, Rosaria Maria Puca, Angela Gallo, Eleonora Pottino, Alessandro Arrigo, Marino Marini, Marino Tambuscio, Carmine Miccoli, Raffaello Moraca, Renata Campani, Chiara Redini, Sergio Job, Eleonora Montagna, Anna Maria Ticozzi, Marcello Proietti, Roberta Crescenzi, Pasqualina Andro, Antonella Costanzo, Elfi Reiter, Maria Ricciardi Giannoni, Alessandro Marocco, Elena Balbi, Giampaolo Casadei, Alessandro Palmieri, Massimo Iacovazzi, Stefano Ulliana, Angela Ceccotti Esposto, Patrizia Politelli, Carlo Francesco Ridolfi, Valeria Squillante, Roberta Conti, Salvatore De Luca, Alberto Volpi, Laura Lise, Michele Barone, Carlo Stagnozzi, Giulia Chieregato, Bianca Maria Tognolo, Andrea Chieregato, Federico Lupo, David Barbera, Marcello Rondelli, Stefano Frascaro, Alessandra Balena, Mario Zorzetto, Domenico Damiano, Gabriella Borroni, Giovanni Varelli, Giuliana Beltrame, Eleonora Bellini, Giuseppe Giannini, Riccardo Turchi, Antonello Tedde, Carlo Rezzano, Augusta Franco, Maria Grazia Pes, Christian Ferretti, Donatella Lorenzi, Nicola Zingarelli, Giuseppe Marotta, Patrizia Tanda, Sandro D’Angelosante, Salvatore Talia, Arianna Bettin, Roberto Corciulo, Michela Castelluccio, Giuseppe Longo, Raffaella Battaglini, Annamaria Spongardi, Fausto Gianelli, Andrea Sili, Diletta Liberati, Rosaria Greco, Carlo Crema, Valentina Mariani, Lino Gnocco, Piera Soggia, Mattia Giambilonghi, Roberto Sichel, David Sichel, Elisabeth Sichel, Giorgia Alioto, Morena Pigoni, Maria Donadio, Chiara Benegiamo, Marialisa Bruzzaniti, Milva Maria Cappellini, Arrigo Vidotto, Diego Forlin, Lorenzo Sdei, Caterina Stenta, Antonio Indolfi, Massimo Gatti, Nicola Capone, Massimo Mainardi, Marco Maffeis, Nadia Sotiriou, Stefano Nunziata, Paolo Solimeno, Maria La Salandra, Rosa Traversa, Daniela Valdiserra, Antonio Messina, Martina Campa, Filippo Cataldo, Erica Bellia, Francesco Valentini, Vincenzo Bellia, Valdo Di Nolfo, Alberto Bonometti, Giuseppe Renzetti, Patrizia Cerrato, Laura Fioravanti, Marcello Ravesi, Salvatore Cernigliaro, Diego Cardelli, Carlo Ridolfi, Valentina Baiocco, Patrizia Maltese, Rita Trinchieri, Paolo Benegiamo, Sandro Cozzali, Patrizio Smiraglia, Alberto Mariani, Giovanni Giannini, Alessandro Salza, Paolo Tieri, Salvatore Tanzelli, Rossana Lombardi, Andrea Cemin, Loredana Callarello, Nicoletta Maldini, Riccardo Lenzi, Monica Ravalico, Alessandro Varrucciu, Federico Repetto, Elvio Cecchinato, Gianni Di Rienzo, Niccolò Benvenuti, Stefano Calchi Novati, Maria Cecilia Natalia, Vanessa Niri, Claudio Paroli, Massimo Molteni, Anna Coco, Tiziana Pompili, Maria Giuseppina Medico, Giacomo Trombi, Angelo Donato Tamburrino, Silvia Idrofano, Francesca Salvatori, Sandro Chiebao, Roberta Massani, Lucia Pasi, Marcella Inga, Vincenzo D’Errico, Maria Moretti, Cornelio Dri, Marco Corsinovi, Adriano Notturni, Donatella Izzo, Massimiliano Simoncini, Francesca Frati, Silvia Baglini, Dario Cambiano, Vera Spanò, Giorgio Grimaldi, Carlo Morgando, Gabriele Marcozzi, Francesco Castelgrande, Rita Mele, Manuela Palermi, Ramon La Torre, Patrizia Rubbiani, Barbara Altobello, Antonella Picchio, Angelo Santicchia, Tito Borsa, Davide Corriero, Tiziano Berardi, Luca Di Natale, Dante Franchi, Giusy Frezza, Daniela Rosso, Valeria De Luca, Pasquale Mancuso, Vincenzo D’Amore, Riccardo Scardini,Gaia D’Agostino, Igino Gabriele, Francesco Cancelliere, Giuseppe Di Martino, Antonello Mariano Gioconda, Marco Pontiglione, Giacomo Di Foggia, Enrico Tomaselli, Andrea Molinari, Titino Pratola, Fulvio Molena, Francesca Tringali, Giovanni Agosta, Maria Pia Inglese, Arianna Cantagalli, Giuseppe Foti, Angelo Gelmini, Cristian Benvenuti, Paola Tattini, Sonia Rotatori, Mario Cucchi, Sebastiano Galati, Nicolò Morelli, Mario D’Angelo, Donato Tamburrino, Matteo Camerini, Martina Argenio, Tito Antonini, Silvano Simonetti, Roberto Marro, Domenico Gatto, Cristiano Cant, Rossella Giancotti, Gisella Rossi, Francesca Spagnuolo, Claudia Bazzocchi, Roberto Solari, Roberto Musacchio, Pino Striglioni, Alfonso Di Giovine, Irene Albonetti, Francesco Esposito, Alessandro Minisini, Paola Altrui, Annamaria D’Alessandro, Andrea Buiatti, Emanuela Fattori, Sandra Bonsanti, Danilo Andriollo, Angelo Bavaro, Antonietta Caccia, Vittorio Melandri, Antonmichele de Tura, Francesco Baicchi, Arturo Casalati, Roberto Maggi, Luciano Guala, Ornella Gaggiani, Gianni Montelatici, Dino Tolio, Walter Manazzale.

Questo testo firmato da sei tra i più autorevoli costituzionalisti italiani può essere sottoscritto scrivendo a costituzione@ilmanifesto.it

  • Dilario

    Era ora! Finalmente un articolo che espone con chiarezza il colpo d stato strisciante, una situazione dittatoriale che nemmeno l grande muratore Licio Gelli avrebbe osato sognare. Mi auguro di cuore che il “manifesto” intraprenda e mantenga una chiara linea a difesa della rappresentanza della gente che lavora per vivere che ora è totalmente archiviata da un parlamento farsa di nominati. Il premilo di maggioranza, le provincie ed il senato non più elettivi garantiscono la dittatura di fatto incontrastata in un momento nel quale il mondo del lavoro vede la più grande minaccia storica proveniste dall’automazione robotica e dall’intelligenza artificiale che sovvertono e sparigliano tutto il sistema produttivo

  • vedobuio

    A me pare che voi confondiate la democrazia reale–FATTI–con quella dei numeri–1000 ELETTI SONO PIU’ DEMOCRATICI DI 800

  • Dilario

    Spiace dover constatare che esistono persone che fingono di non capire. Qui si parla di separazione dei poteri che bilanciano la democrazia, questi i “fatti” che conclamano la dittatura, ma soprattutto il “fatto” che i parlamentari sono dei nominati in liste blindate dal regime, non di rappresentanti scelti ed eletti dal popolo. Porcellum, ed ancora peggio italicum, per di più con un assurdo premio di maggioranza, mettono insieme una mandria di persone che rispondono esclusivamente a coloro che li hanno imposti nelle liste. Questa è una farsa oscena della democrazia.

  • marta billo

    Sono d’accordissimo con quanto detto nell’articolo e proprio perché temo le conseguenze sulla democrazia credo che dovremmo impegnarci da subito a mettere in piedi i comitati per il referendum.

  • RossoVeneziano

    La posizione di questi costituzionalisti non la condivido ma è intellettualmente onesta quindi la rispetto. Loro sostanzialmente dicono che la Costituzione non va riformata, va benissimo così, bicameralismo perfetto compreso. Non rispetto invece gli ipocriti che fingono di opporsi a questa riforma da una posizione comunque “riformista”, quelli che fingono di voler superare il bicameralismo perfetto quando mai vorrebbero privarsene. La distinzione qui è molto semplice: bicameralismo sì o no, su questo si voterà al referendum. Io fedele alle posizioni della sinistra storica voterò Sì alla riforma per superare il bicameralismo perfetto che storicamente è la bandiera della destra monarchica. Altri saranno più creativi nel difendere “da sinistra” il Senato regio e voteranno No alla riforma. Vada come vada, deciderà il popolo.

  • Menevado Subito

    Cosa vuol dire che “il bicameralismo perfetto […] storicamente è la bandiera della destra monarchica”?

    Dico davvero eh, senza ironia. Cosa intendi?

  • Alessandra

    Se la legge elettorale fosse concepita in senso proporzionale puro e fosse veramente abolito il Senato, sarei d’accordo con Lei. Aggiungo che i poteri delle varie autority ad es. dovrebbe essercene una che disciplini il conflitto di interessi, dovrebbero essere potenziati. Saluti.

  • RossoVeneziano

    Vuol dire che la destra lo ha sempre visto come un argine al potere “popolare” della Camera. Il Senato è l’istituzione regia per definizione, non è mai stato amato dai comunisti.

  • RossoVeneziano

    Col proporzionale puro avremmo sempre governissimi. Per me il governissimo è la più grande perversione possibile della democrazia rappresentativa. Preferisco che vinca uno, non tutti, e che quell’uno per un tempo limitato governi confrontandosi alla fine con i risultati della sua azione di governo.

  • fabnews

    A me sembra che sia la maggioranza degli italiani che finge di non capire quanto sciagurata sia questa riforma.
    La realta’ e’ che in Italia mancano fame e carestia, altrimenti la gente si sarebbe gia’ svegliata.
    Prima o poi queste riforme verranno cancellate, proprio perche’ imposte da illegittimi completamente al di fuori della legalita’, ma nel frattempo saranno stati persi anni di tempo e risorse.
    L’unica cosa che stanno efficacemente ottenendo, questi parlamentari bunga-bunga che ci ritroviamo, e’ un danno permanente.
    E’ in atto un’operazione ‘paralisi della democrazia’ in modo da far rimanere il paese costantemente arretrato.
    E’ la continuazione del piano Marshall, che ha si’ sfamato gli italiani, ma li ha mantenuti tutti repressi, imponendo una classe politico/imprenditoriale strisciante e formata tutta da sottoposti, che adesso sta maldestramente tentando di distruggere tutti i diritti dei cittadini, compresa la Costituzione.

  • Menevado Subito

    Ma in che modo? Non erano entrambi elettivi? Cosa vuol dire che il potere della Camera è “popolare” mentre il Senato è un’istituzione “regia”?

  • vedobuio

    Che a te non piaccia la politica in atto di questo governo(che non ho votato) mi pare fin troppo evidente, ma arrivare a dire che fino ieri (con il Senato) abbiamo vissuto nella totale democrazia e da domani sarà dittatura spietata non è credibile,ho sempre lottato il sistema ma dato che ci vivo vorrei farlo nel miglior modo possibile e non credo che le cose ora peggiorino per quella causa ma per cause anche nostre, chi ha alzato il ditino in parlamento sulle rapine Monti Fornero? proprio quelli che oggi fanno la guerra per tenersi la poltrona in Senato.

    Il giorno 13 ottobre 2015 12:54, Disqus ha scritto:

  • RossoVeneziano

    La Camera nasce elettiva, il Senato nasce nominato dal Re. La Camera nasce eleggendosi da sola il Presidente, il Senato aveva il Presidente come tutti i membri nominato dal Re. Qui si sta parlando di una riforma costituzionale, studia la storia di questo paese!

  • Menevado Subito

    Continuo a non capire. Ok, il senatori in origine erano nominati dal re. E quindi? Fino a ieri erano eletti, cosa avevano di intrinsecamente “destrorso”?

  • RossoVeneziano

    Ho solo rilevato l’incoerenza di certa sinistra che rinnega le proprie posizioni storiche per una polemica strumentale contro il governo in carica. I progressisti in Italia non hanno mai amato l’idea di un’istituzione “alta” che mettesse sotto tutela la Camera “bassa”. Il Senato è sempre stato questo: un controllore della Camera, vista come troppo esposta agli umori popolari. La sinistra ha sempre voluto liberarsene.

  • Menevado Subito

    Ho l’impressione che lei parli un po’ per luoghi comuni. Può sostanziare le sue argomentazioni?

    – non hanno mai amato l’idea di un’istituzione “alta”
    – Il Senato è sempre stato questo
    – Camera, vista come troppo esposta agli umori popolari
    – La sinistra ha sempre voluto liberarsene

    Lo dico sia per polemizzare che per curiosità personale.

    Grazie :)

  • paolo

    Il peccato originale è stato quello di aver dato la possibilità ad un parlamento di figli del “Porcellum” di manomettere non solo la legge elettorale ma anche la Costituzione (e le altre leggi infami che questo governo ha fatto approvare).

    Avete lasciato che l’interpretazione strettamente sintattica della famosa sentenza sul porcellum legittimasse questo parlamento anche sotto il profilo sostanziale.

    Avete lasciato soli chi all’indomani della citata sentenza chiedeva lo scioglimento anticipato delle camere.

    Non sto parlando di qualche imbelle plebeo che dava seguito al sentire comune ” nun li ha votati nessuno”,
    ma soprattutto dei promotori stessi del ricorso!
    I quali chiesero con lettera pubblica lo scioglimento delle camere all’allora Presidente.

    Cos’è, era un’azione troppo “politica”?

    La strada ora è in salita, difficile e con poche speranze di successo.
    Ma confesso che mi piacerebbe che le insigne firme che hanno sottoscritto con molta umiltà si presentassero al cospetto degli autori del ricorso facendo ammenda e mettendosi al servizio di quest’ultimi, daltronde hanno dimostrato una lungimiranza che nessun altro ha avuto.

  • orchiclasta

    E’ evidente che il rossoveneziano (forse un vinello che dà alla testa?) è arrivato, nei suoi studi lunghi e faticosi, non oltre la promulgazione dello Statuto albertino.

  • orchiclasta

    Cerchiamo di non dimenticare che il nume tutelare di questo colpo di stato è stato proprio colui che era stato eletto come supremo garante della Costituzione e della Repubblica: Giorgio Napolitano.

  • Rosanna Carpentieri

    Se questo è il Parlamento dei giorni nostri (notate bene!) e chiunque vi mettiamo dentro è a questo livellino… Eliminiamolo!

    Non serve a nulla !

    Sovranità diretta al popolo col cyberspazio .https://www.facebook.com/groups/1444129982572847/?fref=ts

  • Nicola Martucci

    La mia potrà sembrare una osservazione fin troppo banale e per alcuni “intellettuali ” magari volgare ma a me questa legge elettorale sembra troppo di destra troppo “di uomo solo al comando” troppo di “super presidenzialismo gratuito” ( considerato l’abnorme premio di maggioranza ). E volendo ricordare una frase detta da un noto ed ei fu personaggio della destra monarchica “comandare è meglio che fottere” credo calzi a pennello al nostro abusivo presidente del consiglio. Peccato che la maggioranza degli italiani non abbiano capito nulla. Beata ignoranza.