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Editoriale

Destra in piazza, sinistra a casa

Ad essere sinceri, la campagna elettorale non è entusiasmante né coinvolgente. Semmai, il contrario. Tuttavia qualcosa viene a galla in questi giorni, e risalta più che nel recente passato: è quella parte di Italia razzista, fascista e abusivista. Che viene sostenuta, esaltata, alimentata dal peggiore centrodestra degli ultimi anni. I suoi leader cercano di strappare voti, ma non agli avversari quanto agli alleati di coalizione, per guidare le danze dopo il 4 marzo.

L’appello all’abusivismo del pregiudicato (perché condannato fino in Cassazione per frode fiscale), Silvio Berlusconi, dà il tocco da maestro allo schieramento di un centrodestra che combatte la sua battaglia elettorale purtroppo dettando l’agenda. Questi campioni di un Italia nefasta, violenta, corrotta sono i portabandiera dei peggiori umori e «sentimenti» del belpaese.

I fascisti, o fascistelli, hanno ben rialzato la testa. Da qualche tempo a Ostia e in altri territori dove criminalità, violenza e degrado sociale sono dominanti. Ma i fatti di Macerata dimostrano che anche in situazioni meno marginalizzate, gli xenofobi di Salvini hanno tolto i freni e grufolano dentro la caccia all’immigrato.

Questa destra è la stessa che nei social, nella pancia della società incivile, ispira la persecuzione di una donna di sinistra – Laura Boldrini – diventata il bersaglio di uno stupro mediatico ormai quotidiano. La violenza è totalmente sdoganata sul piano del linguaggio, oltreché, purtroppo su quello della cronaca.

In questa deriva fascistotide è netta l’impressione che manchi una risposta di forte contrasto. Perché se di Macerata il leader a 5 Stelle preferisce «non strumentalizzare», sugli immigrati il governo – e quindi il Pd – non è stato capace di una risposta alta, non difensiva. Certo è che se Renzi dice «aiutiamoli a casa loro » e con il ministro Minniti che mette in pratica la linea del Nazareno, il leader del Pd non sa come distinguersi da Di Maio, Salvini e Berlusconi. E non lo fa nemmeno sulle vicende di Macerata, dove il «fronte democratico» si sfila dalla manifestazione in programma e, a cominciare dal sindaco piddino, obbedisce a Renzi che invita a starsene a casa. (Del resto nulla di nuovo. Ricordiamo quel che accadde con Veltroni ancora sindaco nel 207 prima della campagna elettorale che approderà nel 2008 con l’elezione della destra di Alemanno. Una donna fu uccisa da un rumeno e il governò varò un decreto ad hoc, incostituzionale, contro gli immigrati rumeni).

In questa situazione i 5Stelle stanno alla finestra, convinti di essere i vincitori morali della campagna elettorale se si confermeranno il primo partito. E se riusciranno a prendere una parte dei voti in libera uscita che, stando ai sondaggi, potrebbero essere proprio quelli del Pd. Sono diventati europeisti (una giravolta sorprendente), sull’immigrazione dicono le stesse cose di Minniti, e martellano sul reddito garantito.

Come risulta evidente, lo spazio per una campagna elettorale di sinistra, capace di battere un colpo e farsi sentire su temi che non siano la sicurezza, è ridotto. Se non era per i braccialetti di Amazon, il tema del lavoro non avrebbe bucato lo schermo negli ultimi giorni. Noi non siano la Germania, ma non sempre questo significa che sappiamo fare meglio. Il contratto dei metalmeccanici potrebbe essere un ottimo spunto per parlare di salario e orario di lavoro, della condizione sociale drammatica della disoccupazione, delle nuove povertà che hanno la brutta faccia della diseguaglianza.

Ma intanto l’Italia canta. Mancano nemmeno quattro settimane al voto e va in onda Sanremo che raccoglie il 52% dell’audience. In buona parte merito del ciclonico Fiorello che ha messo in scena il giochino del voto. Per chi votate?, ha chiesto alla platea il recordman di ascolti. Poi ha nominato il Pd, il centrodestra, i 5Stelle e «liberi e belli», ha detto scherzando con il pubblico. Una battuta per dire che nella cabina elettorale c’è un po’ di tutto. Grasso, il cui faccione di bell’uomo tranquillo spicca sui manifesti per strada, questa volta ha azzeccato la risposta: «Grazie Fiorello, vuol dire che oltre che liberi e uguali siamo anche belli». E speriamo che, prima e dopo il 4 marzo, siano anche forti.

  • Pino

    Sinistra chi? Sul lavoro c’è, sull’antifascismo non sta a casa, sarà a Macerata. A Sanremo no, proprio non c’era, Potere al Popolo!
    Ma voi ci siete o ci fate?

  • Lele Depascalis

    neanche vi eravate accorti che una povera ragazza era stata squartata (migranti che sbagliano?). e si che era un femminicidio!
    avete scoperto e pubblicato la notizia solo quando uno scemo ha sparato. con una precisione (!) e un timing a dir poco sospetti.
    vergognatevi.

  • rocco siffredi

    Ieri Di Battista ha dichiarato che il puparo di Renzi dovrebbe stare in galera alla luce della sentenza Dell’Utri e delle altre malefatte prescritte. Qualche pseudo-esponente della sinistra ha mai dichiarato altrettanto? Il tema della Giustizia è completamente assente dall’agenda degli altri partiti, ma ovviamente qui ed altrove non se ne parla, se non, di sghembo, per reclamare decisi provvedimenti contro i teppistelli neo-fascisti (provvedimenti che, ovviamente, ci si guarderà poi bene dal reclamare quando ad incitare alla violenza e perpetrarla dovessero essere altri). Qualcuno, a cominciare dalla gentile Direttrice, è in grado di spiegarmene la ragione?

  • Pasquale Hulk

    Potere al Popolo ci sarà. C’è chi è di sinistra e chi non lo è.

  • renzo

    Perchè Noi italici la sinistra la vogliamo si ma non troppo , però che ci si può lamentare che non è tanto di sinistra , un po’ che la si può indossare con tutto , un po alla Nanni Moretti , con un nome elegante

  • vonguyengiap

    Ma per Il Manifesto non c’è nulla da dire se Liberi e Uguali segue il PD e diserta la manifestazione antifascista a Macerata?

  • vonguyengiap

    Vero dovremmo manifestare contro gli italiani che uccidono le ragazze dopo aver tentato di stuprarle. Perché immagino che lei si riferisca all’omicidio di Milano, visto che a Macerata a quanto pare non si è trattato di omicidio.

  • Alfredo

    L’unica cosa che forse si può definire di sinistra comunista oggi è POTERE AL POPOLO.

  • Albin Planinc

    l’endorsement di Norma Rangeri a chiusura dell’editoriale è, sinceramente, desolante. Ma davvero il Manifesto vuol diventare la Pravda di LeU?

  • DalleStalleAlleStelle

    Salvini è in para noia, vuole la Naja

  • Antonio Garruzzo

    il solo fatto che Il Manifesto si preoccupi di spiegare la mancata risposta di sinistra da parte del PD, è preoccupante. Il Manifesto dovrebbe supporre l’inesistenza del PD

  • Giovanni Berti

    Norma Rangeri è in campagna elettorale e – da militante generosa qual è – riesce a buttare giù un articolo di spalla veramente audace. La tesi, espressa già nel titolo, è che se la destra, da Berlusconi a Forza Nuova, imperversa con il suo programma “liberal-fascistoide”, la sinistra cioè il PD (a proposito di generosità) è in un angolo, non risponde, disdice anzi vieta manifestazioni antifasciste, sta a casa.
    Però – continua la direttrice – ci sono Fiorello da Sanremo e quel bell’ uomo che è Pietro Grasso a rassicurarci. E dobbiamo sperare che oltre ad essere belli – scrive proprio così – quelli di Liberi e Uguali diventino anche forti con il voto del 4 marzo.
    Che poi in quella “sinistra” che sta a casa non ci siano solo il PD e i suoi soliti satelliti, ma anche la formazione satellite del Presidente del Senato e di Nicola Fratoianni, è un antipatico dettaglio su cui la valente giornalista sorvola con grazia spensierata.

    Melius abundare quam deficere: nel sommario dell’ articolo di apertura si legge invece che a Macerata resteranno a manifestare – côté antifascista – solo i “centri sociali”. Di Potere al Popolo non si parla: la lista di Viola Carofalo preoccupa LeU ed il suo house organ.

    Poscritto: qualche tempo fa lessi sul quotidiano che anche Anna Falcone è bella: sono proprio tutti belli. Il più bello del reame però, ci scommetterei, rimane Nicola Fratoianni. O, per i più chic, il vecchio Nichi.

  • Viljem

    Quindi Grasso è bello. Come siamo caduti in basso. Povero Manifesto. Povera Norma. Ma “quotidiano comunista” significa ancora qualcosa?Potere al popolo non esiste, naturalmente. Evidentemente vale più l’estetica soft-progressista del rassicurante Presidente Serio, del Bombardatore della Jugoslavia, del politicamente eunuco Bersani. Qualcosa avete sicuramente perso. Me, futuro ex abbonato, assieme ad altri 5 compagni della provincia di Gorizia di cui non vi degnate nemmeno di pubblicare la lettera che critica la vostra desolante linea “politica”. Ps. Povero Pintor.

  • Lele Depascalis

    si infatti pamela è viva.

  • Viljem

    Uccisa dai migranti come asserisci tu? Sembra che si tratti di un overdose. (Pusher migranti? E a loro chi la vende? Scommetto gente molto molto bianca e…indigena…)