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Reportage

Così partì nel 1971 la macchina del quotidiano

#ilmanifesto50. Nel 1971 arrivarono aiuti da ogni dove. Artisti e intellettuali si fecero in quattro: Ugo Tognazzi, Gian Maria Volonté, Elio Petri, Giorgio Bocca, Yves Montand, Simone Signoret, Paolo Volponi, Piero Ottone... In sei mesi si trovarono macchine da scrivere, telescriventi, contratti vantaggiosi e il sostegno di un vasto mondo che guardava con curiosità alla nostra avventura

La stampa del numero a 50.000 lire del 19 dicembre 1997

La stampa del numero a 50.000 lire del 19 dicembre 1997

Nel ricco supplemento che accompagnava il manifesto nel giorno del suo cinquantenario, lo scorso 28 aprile, Luciana Castellina ha ben riferito dei ragionamenti che portarono il gruppo promotore dell’intera impresa politica alla scelta, unanime, di porre termine alla pubblicazione dell’originario mensile nato nel giugno 1969 e di fondare un omonimo quotidiano. Che iniziò a vivere, appunto, nell’aprile del 1971. Un netto e molto impegnativo cambio di passo. Non c’è dunque bisogno di tornare alle informazioni già date ai lettori, per cui mi limiterò a rievocare solo alcuni passaggi salienti del lavoro che mi toccò di svolgere. LA MESSA A PUNTO...

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