L’universo di Volkswagen contro la galassia di Stellantis. Sulla carta sono due mondi industriali paralleli con know-how tecnico e capacità finanziaria praticamente equivalenti e il medesimo obiettivo commerciale: mantenere la quota di mercato vitale per sopravvivere nell’automotive sempre più dominato dal motore elettrico. In realtà si tratta invece di due orbite divergenti sempre più distanti fra loro nello spazio di business della nuova mobilità di massa già ampiamente assediato dalla feroce concorrenza americana e cinese.

IL CONFRONTO fra i numeri di Stellantis e le cifre di Volkswagen fotografa l’attuale gap a favore del colosso tedesco che appare incolmabile dopo il clamoroso sorpasso delle vendite in Europa. Dallo scorso luglio il gruppo industriale controllato da John Elkann e lo Stato francese con sede fiscale nei Paesi Bassi non è più il numero uno nel suo primo mercato di riferimento ma è stato costretto a chinare la testa di fronte agli storici rivali.

A Wolfsburg, la «città del lupo» della Bassa Sassonia – il Land possiede un quinto delle azioni Vw – da sempre quartier generale del Gruppo Vw, analizzano la curva al ribasso tracciata dalla multinazionale fondata sulle ceneri di Fiat e Peugeot-Citröen proprio per sostenere la concorrenza dell’«auto del popolo». Sulla lavagna del management tedesco spicca l’intero trend dello sfidante diretto a partire dal 2021, data della sua fondazione. Con il dominio del mercato domestico in Italia e Francia e la forza del ventaglio di ben 14 marchi automobilistici controllati allora Stellantis era il quarto produttore al mondo per numero di veicoli venduti con oltre il 20% del mercato. Era appena il 4% in meno di Volkswagen. Nel 2020 la quota dell’ex Fiat-Psa era pari a 6,2 milioni, cresciuti fino a 6,5 nei dodici mesi successivi, fino all’anno scorso quando il volume delle vendite è sceso a 5,8, milioni.

Come se non bastasse il divario con Volkswagen si allarga, come sottolinea Juan Felipe Munoz, esperto di automotive della “Jato Dynamics Ltd”, società con sede a Londra famosa per la sua autorevole global business intelligence nel business dell’auto, «Il divario tra Vw e Stellantis è risultato in media di 4,7 punti tra gennaio 2021 e giugno 2022, quando i tedeschi hanno iniziato a crescere più rapidamente. Da allora la differenza media è salita a 8,6 punti e continua ad aumentare» sottolinea l’analisi di Munoz specificando come «a luglio 2023 Volkswagen ha fatto registrare la quota di mercato mensile più alta degli ultimi due anni superando Stellantis di 11,9 punti. Si tratta della forbice più ampia tra i due dalla data di creazione di Stellantis e potrebbe anche ampliarsi nei prossimi mesi».

Parlano chiaro i numeri delle auto elettriche del penultimo semestre: tra gennaio e luglio 2023 Vw ha immatricolato 244 mila mezzi moltiplicando il volume di vendita di quasi il 60% e portando la sua quota di mercato al 22,5%. Stellantis di contro è cresciuta soltanto dell’11% raggiungendo la quota di 142.600 veicoli prodotti.

OLTRE A VOLKSWAGEN, Stellantis (come tutti) soffre la concorrenza di Elon Musk e dei nuovi brand cinesi però «i tedeschi hanno mantenuto il loro vantaggio su Tesla – nonostante il marchio Usa abbia più che raddoppiato le immatricolazioni – conquistando la quota di 18,7% dei veicoli elettrici a batteria contro il 13,2% di Stellantis.

Un problema dovuto anche al catalogo, in particolare alla produzione nella nicchia che oggi garantisce il maggior profitto. «Mentre Vw offre 8 Suv elettrici sul totale di 14 modelli elettrici, Stellantis ne produce soltanto 4 su 24 modelli» evidenzia il confronto in questo caso concentrato sul tipo di auto più richiesto dal mercato sia in versione mini che maxi.

LO SPREAD FRA Vw e Stellantis non si limita all’elettrico: «Anche nel settore dei motori a benzina, che continua a detenere il 58% delle immatricolazioni in Europa, il divario rimane molto significativo: 54 modelli disponibili (25 Suv) di Vw contro 46 (21 Suv) di Stellantis» fa notare Munez. Con Volkswagen, peraltro, pronta ad andare all’assalto definitivo del Mercosur. Il piano industriale appena presentato al presidente Lula dall’amministratore delegato di Volkswagen-Brasile, Ciro Possobom, prevede un mega-investimento di 1,7 miliardi di euro per potenziare la produzione non solo nella fabbrica di San Bernardo do Campo nello Stato di San Paolo. Obiettivo: produrre entro due anni auto ibride e lanciare nel mercato sudamericano ben 16 nuovi modelli.

Ma è terreno di conquista anche l’Italia. Lamborghini, il marchio tricolore di Vw insieme a Ducati, sarà al centro del revamping elettrico dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese. Promesse nella “Motor Valley” dell’Emilia Romagna oltre 500 nuove assunzioni dal datore di lavoro deutsch.