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Internazionale

Povertà, violenza, corruzione. I troppi terremoti di Haiti

2010-2010. A dieci anni dal sisma che colpì l’isola causando 220 mila morti la situazione resta critica. E non si placa la rivolta contro il governo di Jovenel Moïse, coinvolto nello scandalo "Petrocaribe": 3,8 miliardi di dollari destinati allo sviluppo del Paese spariti nel nulla

Haiti, 12 gennaio. Un uomo tenta invano di deporre una corona di fiori a Titanyen, la collina dove sono sepolti i morti senza nome del terremoto 2010

Haiti, 12 gennaio. Un uomo tenta invano di deporre una corona di fiori a Titanyen, la collina dove sono sepolti i morti senza nome del terremoto 2010

220mila morti, 300mila edifici distrutti, 1,5 milioni di sfollati: questi sono i numeri approssimativi di quello che è stato uno dei terremoti più letali della storia. Il 12 gennaio 2010, alle ore 16.53, una scossa di terremoto di magnitudo 7.0 con epicentro a 25 km da Port-au-Prince, colpì gravemente il Paese, devastando la capitale e le aree circostanti. Da allora è arrivato un grande sostegno da parte della comunità internazionale, ma le molte complessità intrinseche allo Stato caraibico ne hanno ostacolato la ripresa, e ad oggi la situazione è ancora molto critica. Si riportano ancora circa 34mila sfollati, per un...

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