closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Visioni

Kelly Reichardt: «Il mio punto di vista sul west»

Berlinale 70. La regista statunitense parla del suo nuovo film «First Cow», presentato in concorso

Kelly Reichardt

Kelly Reichardt

«Ha dimenticato di menzionare Ida Lupino» dice Kelly Reichardt a chi le chiede conto – alla conferenza stampa di presentazione del suo film in concorso alla Berlinale, First Cow – della sua esplorazione del genere western, praticato da grandi nomi come John Ford, Howard Hawks e Sergio Leone. «Come in tutti i generi la forma è stata stabilita perlopiù da uomini bianchi, gli stessi che hanno fatto la storia del cinema, e nel caso del western più che mai: è la mitologia che informa la nostra storia, quella del cowboy che compie imprese eroiche, uccide l’indiano…». Ma, dice Reichardt, già lavorando a Meek’s Cutoff (2010) «ci siamo messi a leggere i diari delle donne che hanno partecipato alla migrazione a Ovest, e abbiamo cominciato a scoprire una nuova prospettiva. Ed è questo che mi interessa: sviluppare un nuovo punto di vista sul genere».

In First Cow i protagonisti sono però due uomini, Cookie (John Magaro) e King Lu (Orion Lee): «E’ un’indagine della mascolinità nel West, oltre che dell’amicizia, del senso di comunità, del rapporto con gli animali. I due protagonisti sono una sorta di artigiani, che cercano di barcamenarsi nel duro mondo del West, in quello che all’epoca, gli anni venti dell’Ottocento, era il Lower Columbia District e oggi si chiama Oregon».

ATTRAVERSO la loro vicenda Reichardt non decostruisce solo il genere ma la stessa storia statunitense, «l’idea per cui con dell’ingegno e delle buone idee» si può prendere parte al sogno americano. Ma come dice Orion Lee, l’interprete di King Lu, «l’America era la terra delle opportunità, ma a causa del monopolio privato in realtà non lo è mai stata». Monopolio rappresentato dalla mucca di proprietà di un ricco commerciante di pellicce di castoro inglese (Toby Jones), che i due hanno l’intuizione di mungere in segreto per fare delle tortine al latte da vendere poi al mercato.

«IL PERSONAGGIO di Toby Jones – spiega Reichardt – dice che i castori dureranno per sempre. E’ lo stesso tipo di hubris delle grandi industrie che oggi sfruttano le risorse dell’Africa”. King Lu e Cookie, dice ancora la regista, “si rivolgono alla natura per la sopravvivenza: con delle trappole per gli scoiattoli, la pesca… Nel frattempo intorno a loro sta nascendo un nuovo tipo di economia che in breve tempo esaurirà tutte le risorse di quelle zone, e sterminerà non solo tutta la popolazione di castori ma anche tutte le tribù di nativi americani».

QUELL’ECONOMIA monopolistica e quell’aggressività nei confronti delle risorse naturali che caratterizza anche i nostri giorni: «Il film si apre con una veduta del fiume Columbia oggi. Ma è sempre lo stesso fiume che i nativi utilizzavano per i loro scambi, quello che King Lu attraversa in canoa, e su cui arriva in Oregon la prima mucca».