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Visioni

Il sogno americano si è infranto

Berlinale. «Soy nero» di Rafi Pitt girato ai confini tra Stati uniti e Messico, migliaia di chilometri di sbarramenti, pattuglie armate, morti quotidiane

I cartelli sui muri dell'albergo divenuto residenza per i profughi dicono: «non gettare le immondizie qui», annuncio bilingue tedesco e arabo, la macchina organizzativa tedesca dell'accoglienza non lascia nulla al caso. È solo un segno, uno dei tanti, di quell'attenzione che nella metropoli tedesca, e nel resto della Germania, si concentra sui migranti: discussioni, attivismo culturale ma anche scontro politico e strumentalizazione, quanto è accaduto a Colonia dice molto. Lo stesso vale per la Berlinale che nelle scelte artistiche del direttore Dieter Kosslick sostiene pienamente la politica merkeliana. Storie di migrazioni, esodi, confini scorrono questi giorni sugli schermi, è come...

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