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È l’intero Nordafrica che sta precipitando

Tunisia e non solo. La democrazia non sprofonda da sola. Ha bisogno di una spinta. E non piccola. Oltre che politica e istituzionale, la crisi tunisina è economica

Blocco all'ingresso del parlamento di Tunisi

Blocco all'ingresso del parlamento di Tunisi

L’Africa che ci sta di fronte, come direbbe la storica tunisina Leila el Houssi, non ha pace. Non ne ha avuta certamente con la colonizzazione occidentale, cui sono seguiti regimi e dittature, non ce l’ha oggi a un decennio dalle primavere arabe. Anche la Tunisia della rivolta dei gelsomini, l’unica democrazia sopravvissuta a quella stagione di grandi speranze deluse, si sta sgretolando. E’ in compagnia della confinante Libia, dove dopo la caduta di Gheddafi di stabilità e progresso non se ne vede neppure l’ombra, di un’Algeria che soffre ancora la fine di Bouteflika e l’uscita tortuosa da anni di piombo...

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