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Internazionale

Brevi dal mondo: Afghanistan, Israele, Kenya

Internazionale. Dopo 19 anni il ritiro Usa da Kabul è realtà. La corte dice no a Netanyahu: il processo non sarà rinviato. Attacchi di al-Shabaab ai maestri in Kenya, centinaia di scuole chiuse

La firma della pace Usa-Talebani a Doha, il 29 febbraio

La firma della pace Usa-Talebani a Doha, il 29 febbraio

Afghanistan, due decenni dopo il ritiro Usa è realtà

Gli Stati uniti hanno avviato il ritiro delle proprie forze dall’Afghanistan: a 10 giorni dalla storica firma dell’accordo di pace con i Talebani, con cui è stata decisa la riduzione graduale del contingente Usa da 12mila effettivi a 8.600 entro 135 giorni dall’intesa, le prime truppe hanno lasciato il paese asiatico dopo 19 anni di presenza ininterrotta.

La notizia dell’avvio del ritiro arriva a pochi giorni dal bombardamento Usa seguito a un attacco talebano alle forze afghane nella provincia di Helmand. Intanto il governo di Kabul, rimasto fuori dall’accordo per entrare in gioco in una seconda fase – in quello che sarà il dialogo intra-afghano -, avrebbe deciso di liberare mille prigionieri talebani entro la settimana, come gesto di buona volontà.

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Netanyahu chiede rinvio del processo, la corte dice no

Ieri il tribunale di Gerusalemme ha bocciato la richiesta mossa dai legali del premier israeliano Netanyahu di rinviare di 45 giorni il processo per frode e corruzione, il cui inizio è previsto per il 17 marzo. Gli avvocati lamentano di non aver ricevuto l’intero fascicolo dal procuratore. Secondo il tribunale, però, quel materiale non sarebbe necessario alla difesa.

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Al-Shabaab attacca i maestri, scuole chiuse in Kenya

Sono centinaia le scuole chiuse nel nord-est del Kenya dopo la partenza degli insegnanti, terrorizzati da una serie di omicidi di maestri da parte del gruppo jihadista al-Shabab, lungo il confine con la Somalia. In migliaia hanno lasciato il posto di lavoro negli ultimi due mesi costringendo le scuole delle zone rurali della regione a chiudere i battenti. I leader comunitari locali e membri del parlamento accusano il governo di marginalizzare la popolazione della zona.


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