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Internazionale

A Rojava via i marines, arrivano i russi

E così Siria. Le truppe americane si sono ritirate ieri, avanzano quelle di Damasco che entrano a Manbji. La città pattugliata dall'esercito di Mosca, sempre più decisivo nell'area. Si moltiplicano gli sfollati, si assottiglia la presenza di organizzazioni internazionali

Soldati turchi fanno il simbolo dei lupi grigi, gruppo nazionalista di destra mentre attraversano il villaggio di Qirata, alla periferia di Manbij

Soldati turchi fanno il simbolo dei lupi grigi, gruppo nazionalista di destra mentre attraversano il villaggio di Qirata, alla periferia di Manbij

Alla fine le truppe statunitensi hanno lasciato il nord della Siria: dopo giorni di tira e molla, ieri mattina fonti militari delle Forze democratiche siriane (Sdf) davano i marines fuori sia da Manbij che da Kobane. Poche ore dopo la coalizione a guida americana ha confermato: siamo fuori. Al loro posto, a Manbij (la città che nell’agosto 2016 fu liberata dalle neonate Sdf, simbolo della ricchezza etnica e confessionale della Siria) sono entrate le truppe governative di Damasco che hanno assunto il controllo della base aerea di Tabqa, di due impianti idroelettrici e degli strategici ponti sull’Eufrate, bloccando di fatto...

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