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Italia

«Un ponte di corpi» oltre le frontiere, contro il razzismo e i respingimenti

Migranti. Tante piazze d’Italia e d’Europa hanno risposto alla chiamata partita dal manifesto scritto da Lorena Fornasir

Un ponte di corpi a Sessa Aurunca, in basso Lorena Fornasir e la performance finale del gruppo di Maria Sànchez Puyade

Un ponte di corpi a Sessa Aurunca, in basso Lorena Fornasir e la performance finale del gruppo di Maria Sànchez Puyade

La creatività si è scatenata ieri in tante piazze d’Italia e d’Europa: lockdown o no, il modo di gridare «Aprite le Frontiere!» si è trovato. A Trieste, da dove tutto è partito, a Roma a Torino, ai più piccoli paesi, sui confini, a Claviere, a Ventimiglia in Sicilia, «un ponte di corpi» ha aderito all’iniziativa. Una banda di ottoni e un flash mob tutto al femminile ad Atene. Le donne dell’Odissea recitate a Paestum. Striscioni, cartelli, poesie, canzoni. A Berlino, in Irlanda, nei Paesi Bassi, la voglia di esserci, la capacità di esserci, comunque. La rete solidale è vasta, tanto,...

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