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Riforme, le false ragioni degli «intoccabili»

Le decisioni prese non si possono cambiare, dice Renzi usando argomentazioni senza fondamento E si nomina interprete della volontà popolare, cancellando però il referendum di nove anni fa.

È mirabolante il tipo di dibattito che si svolge sulla riforma del Senato. Ad una valutazione fortemente e motivatamente critica sugli esiti derivanti dal testo in discussione, qualora fosse approvato tal quale, si risponde non discutendo tale valutazione, ma opponendole plateali incongruità. Che vanno dalla disciplina di partito, alla tenuta della maggioranza di governo, allo scioglimento anticipato del Parlamento, il cui potere, peraltro, non spetta al Presidente del Consiglio. A queste manifestazioni di mera tracotanza si aggiungono però, a difesa del disegno governativo, due argomentazioni che richiedono specifiche repliche. Una è quella della intangibilità fattuale delle deliberazioni già adottate, intangibilità...

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