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Politica

Prime crepe nella corte renziana

Democrack. Il gelo di Fassino: «Non relico alle dichiarazioni altrui», le parole di Chiamparino: «Due anni fa il Pd non era così». Ma alla direzione di venerdì si ascolterà solo l’attacco della minoranza: su Italicum, politiche sociali e Roma

Il primo a smarcarsi apertamente da Matteo Renzi è Piero Fassino. Comprensibile. Su di lui il premier è stato durissimo quando a spiegato che un renziano del 2014, cioè della prima ora, a Torino avrebbe votato Chiara Appendino, la giovane candidata a 5 stelle che ha fermato - e piegato - l’ultimo segretario dei Ds. Alla domanda diretta, ieri in conferenza stampa, l’ex sindaco ha indossato la sua faccia più inespressiva: «Non è mia abitudine commentare dichiarazioni altrui». Ma è chiaro che c’è del freddo con il segretario, anzi del gelo quando poi ha spiegato che alla luce del risultato...

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