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Reportage

L’Uganda di Bobi Wine prova a cambiare musica

Guidato da un cantante-deputato idolo dei giovani, un personaggio controverso e in rapida ascesa, il movimento #PeoplePower sfida il regime dell’eterno Yoweri Museveni, allergico ai diritti umani e alla libertà di espressione

Il concerto del «ritorno» di Robert Kyagulanyi alias Bobi Wine,  lo scorso 10 novembre, a Busabala, un sobborgo di Kampala

Il concerto del «ritorno» di Robert Kyagulanyi alias Bobi Wine, lo scorso 10 novembre, a Busabala, un sobborgo di Kampala

Nella capitale ugandese le radio sono sempre accese, per le strade imperversa il vociare degli speakers, la musica rap, reggae, pop arriva dai negozi, dai centri commerciali, dalle auto di cui questa città eccede. Di facile accesso - basta avere uno smartphone - la radio è uno dei mezzi di comunicazione più diffuso in Uganda e spesso il dibattito politico passa da lì, oltre che dai social media. Per questo una hit come We are fighting for freedom di Bobi Wine è diventata molto più di una semplice canzone di protesta, ma un  vero e proprio inno. L’inno dei giovani...

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