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Internazionale

L’ennesima strage dell’Iskp sbugiarda la pax talebana

Afghanistan. Kamikaze in una moschea a Kunduz, 43 morti. Nessuna traccia della «stabilità» promessa. La nuova Kabul reagisce con omicidi mirati di presunti complici dello Stato islamico. La Russia indice una nuova conferenza sulla situazione del paese

La moschea di Kunduz colpita da un attentatore dello Stato islamico

La moschea di Kunduz colpita da un attentatore dello Stato islamico

«La guerra è finita», sostengono i Talebani, ma per gli afghani non c’è pace e la branca locale dello Stato islamico rivendica una strage. Ieri, venerdì di preghiera, un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nella moschea Gozar-e Sayed Abad di Kunduz, città settentrionale dell’Afghanistan. Il bilancio, ancora parziale, parla di almeno 43 morti e più di 100 feriti. È destinato a salire, anche se i Talebani preferiscono evitare di aggiornarlo: l’attentato colpisce gli sciiti, minoranza in un Paese a maggioranza sunnita, ma colpisce anche il nuovo Emirato islamico d’Afghanistan, il governo la cui nascita è stata annunciata...

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