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Editoriale

Dagli all’ideologo

L'editoriale. Maurizio Landini e «la Repubblica»

In questi giorni, la Repubblica, il giornale di Scalfari e di Mario Calabresi ha dato notizia che il nuovo segretario della più grande confederazione sindacale italiana, la Cgil, è diventato Maurizio Landini, già segretario della Federazione impiegati e operai metallurgici (Fiom) ma la Repubblica preferisce definirlo ideologo.

L’ideologia non è un’idea ma un complesso di idee, più o meno come una cultura o un’identità culturale, qualcosa di cui è bene diffidare.

Da qualche tempo la parola ha assunto una connotazione negativa, che in passato non aveva: si dice per significare idee false, diffuse, volgari.

La Repubblica ha dunque pensato bene di mettere in guardia dal loro segretario i cinque milioni di iscritti del più grande sindacato italiano, appena eletto; non so se sia il modo più corretto di dare una notizia.

Avrebbero trovato più affidabile l’altro sfidante, Vincenzo Colla.

Certo era quello che avrebbe preferito il dirigente della Fca, Marchionne, deceduto lo scorso anno, che con Landini non desiderava neppure discutere.