Inizia domani mattina un’inedita radio-maratona globale in solidarietà con Gaza: «24hrs for Palestine», con i microfoni accesi sin dalle 11 alla Birzeit University di Ramallah. L’iniziativa coinvolge una trentina tra radio associative, redazioni indipendenti, collettivi, artisti, su quasi altrettanti paesi: dalla Palestina alla Germania, dalla Francia all’Indonesia, dal Sudafrica alla Colombia, passando ovviamente per l’Italia, dove la «tappa» locale della radio-maratona sarà trasmessa da Radio Onda d’Urto e Radio Onda Rossa alle 18.20 di domenica e dalla torinese Radio Blackout alle 5.45 del mattino di lunedì.

IL PONTE-RADIO globale è stato ideato dalla radio palestinese Alhara di Betlemme, che trasmetterà l’iniziativa al completo, in collaborazione con un’estesa rete di media indipendenti sulle due sponde del Mediterraneo, tra gli egiziani di Mada Masr (che prenderanno l’antenna domenica alle 12.10) e una serie di collettivi parigini. Basta scorrere il programma, tuttavia, per capire che la parte preponderante dei contributi della 24-ore sarà assicurata da collettivi basati nel sud globale, nel Mashreq e nel Maghreb: Bandung, Beirut, Casablanca, Tunisi, Cile, Pakistan, Uganda…

«Sentivamo il bisogno di metterci all’ascolto di quello che succede in quelle parti del mondo», dice Zoé, una delle organizzatrici dell’iniziativa a Parigi. Di fronte alla repressione subita dai movimenti di solidarietà alla Palestina in paesi come la Francia e la Germania, sostiene Zoé, era necessario «capire come in posti come l’Indonesia o l’Africa del Sud, le persone riescono a organizzarsi, a farsi ascoltare» quando alzano la voce per denunciare il massacro in Palestina. Sarà l’occasione, dice Zoé, «per fare un bilancio delle varie lotte nei vari paesi e per ascoltare delle voci che non trovano alcuno spazio nei nostri paesi, ma che invece hanno parecchio da dire.»

«Attraverso questo incontro virtuale e fisico di 24 ore, vogliamo creare uno spazio di riflessione sulle nostre rispettive pratiche, linguaggi, impasse, speranze e desideri» nel quadro delle mobilitazioni in solidarietà alla Palestina, recita il comunicato rilasciato in italiano dagli organizzatori.

UN MODO per capire, dal basso, come «la questione palestinese si configura nel mondo», dice Alaa, uno degli organizzatori della maratona radiofonica. Perché ci sono grandi differenze nei contesti, quindi nelle pratiche e negli obiettivi che le varie mobilitazioni si sono date, tra un paese e l’altro, dice Alaa: dall’Algeria, dove le autorità sono ufficialmente pro-palestinesi, ma impediscono al popolo di manifestare; fino al Sudafrica, paese capofila del procedimento alla Corte internazionale di giustizia; passando per la Francia, prigioniera del proprio passato coloniale.

Non a caso, l’ultima ora di trasmissione di domenica, alle 23, sarà assicurata da Radio Djiido, la radio ufficiale del movimento indipendentista Kanak, il popolo autoctono della Nuova Caledonia, un’isola «francese» agli antipodi di Parigi, in pieno Oceano pacifico.

Per seguire le trasmissioni, qui: https://www.radioalhara.net/