closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Commenti

La nuova Carta non ha i numeri

Per chi non è conservatore, in linea di principio le riforme sono generalmente una buona cosa. Però quest’osservazione, in qualche caso concreto, si rivela un pregiudizio che può distorcere un’analisi equilibrata. Per esempio, l’impianto della Costituzione della Repubblica italiana del 1948, meritava certamente qualche modifica minore, come succede a tutte la carte fondamentali dello stato e specialmente a quelle nate in momenti storici molto particolari. Però la nostra Costituzione era il risultato di una collaborazione dialettica di forze politiche molto diverse fra loro: si era raggiunto un punto di convergenza, mentre l’Assemblea che aveva fatto tutto il lavoro preparatorio era...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi