closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lavoro

La guerra dei populisti contro il divano

Workfare all'italiana. C'erano una volta i bamboccioni e i choosy. Oggi quelli "che stanno sul divano". Storia di un vecchio nemico del capitalismo, riscoperto dai populisti al governo: il lazzarone, lo scansafatiche, chi si oppone al regime del lavoro salariato o non lo cerca più perché è sempre più miserabile. L'obiettivo del sussidio di povertà chiamato "reddito di cittadinanza" è mettere in attività chi non risulta dalle statistiche e dimostrare che c'è la "crescita". Anche se il lavoro resterà precario, sottopagato e gratuito

Il vicepremier ministro del lavoro e sviluppo Luigi Di Maio

Il vicepremier ministro del lavoro e sviluppo Luigi Di Maio

Il nemico della «manovra del popolo» è chi «sta sul divano». A lui «non andrà un euro» del sussidio di povertà chiamato impropriamente «reddito di cittadinanza», ripetono leghisti e Cinque Stelle. Dopo i «bamboccioni», i «choosy», gli schizzinosi che non scelgono di fare un lavoro qualunque, pur di essere attivi e occupati, evocati negli ultimi dieci anni da Padoa Schioppa, Fornero e Poletti (e molti altri) oggi è il turno di un nuovo personaggio. Ad aprile 2019, quando si dice che il sussidio di povertà sarà attivo, dovrà usare il suo smartphone diversamente. Non sul divano, ma sulla «app» per...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi