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Internazionale

La fine del sogno americano alla cilena

I giorni della rivolta. Le misure sociali promesse da Piñera, passato dalla «guerra» alle scuse, non bastano. Ieri sciopero generale. Marco Enriquez-Ominami: «In piazza sono scesi consumatori abusati, giovani furiosi e adulti indignati. Tutti indebitati in modo esplosivo da banche e retail»

La partecipazione degli indios Mapuche alle proteste antigovernative proseguite ieri nelle strade di Santiago

La partecipazione degli indios Mapuche alle proteste antigovernative proseguite ieri nelle strade di Santiago

In meno di una settimana Sebastián Piñera è passato dal «siamo in guerra» al «chiedo scusa ai miei compatrioti». La mimica da attore consumato è stata messa in scena martedì sera, quando il presidente ha annunciato una serie di misure che sembravano fare eco alle parole della first lady Cecilia Morel, la quale in una conversazione telefonica intercettata esponeva a un’amica la necessità di diminuire i «privilegi» e «condividere con gli altri» per resistere a «un’invasione straniera, aliena». LE MISURE PROPOSTE vanno dall’aumento del 20% delle pensioni sociali (oggi intorno ai 150 dollari); un’assicurazione per le malattie economicamente insostenibili e...

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