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Internazionale

Keynes contro neoliberismo al ballottaggio in Ecuador

America latina. L’11 aprile al secondo turno delle presidenziali il correismo di Aráuz e il banchiere Lasso. Rabbia nelle comunità indigene, gli elettori di Yaku Peréz optano per il voto nullo. Intanto nel paese metà della popolazione vive in povertà e crescono lavoro nero e disoccupazione

Andrés Aráuz, il candidato della coalizione della sinistra progressista, nel comizio finale a Quito

Andrés Aráuz, il candidato della coalizione della sinistra progressista, nel comizio finale a Quito

L’11 aprile è alle porte. Mancano tre settimane e il popolo ecuadoregno eleggerà il nuovo presidente della Repubblica. Ma qual è l’humus sociale ed economico del paese in questo secondo turno? Secondo alcuni dati dell’istituto nazionale di ricerche Cedatos sullo stato di salute del paese, l’80% degli ecuadoregni dichiara di essere sfiduciato e preoccupato per il futuro. A confermare queste cifre allarmanti c’è il sociologo e docente universitario Francesco Maniglio che in una breve intervista ha aggiunto: «La metà della popolazione dell’Ecuador vive in povertà che aumenta nelle zone rurali dove raggiunge e supera il 60%. È aumentato il lavoro...

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