Con la discussione che si apre questa mattina a Venezia, in un Consiglio regionale che vede la non usuale presenza del governatore Luca Zaia, il Veneto diventa la prima regione d’Italia a tentare di munirsi di una legge sul fine vita in modo da dare attuazione in tempi certi alla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo. Si tratta della pdl 217 che ricalca la proposta d’iniziativa popolare «Liberi subito» dell’associazione Luca Coscioni, sottoscritta nelle province venete da più di 9 mila cittadini (7 mila le firme richieste). La questione però anima i demoni della destra religiosa che con toni apocalittici minaccia ritorsioni nell’urna al «tradimento politico e valoriale» della Lega, e in particolare di Zaia, reo, per associazioni come Pro Vita, di supportare «la deriva eutanasica».

Per il presidente leghista del Veneto, che sarà a Palazzo Ferro Fini «per coerenza» e per sostenere la necessità di una siffatta legge regionale, infatti, «bisogna mettere in ordine i ragionamenti e le informazioni, e questo tema non è oggetto di battaglia politica: ognuno vota quello che vuole».

In realtà, le imminenti elezioni amministrative ed europee e la rivalità con Fd’I rischiano di trasformare la votazione in Consiglio regionale quasi in un voto di fiducia su Zaia, in vista anche di un ipotetico terzo mandato.

Anche se non sarà certo la legge veneta a cambiare il diktat della Corte costituzionale che ha già introdotto in Italia la possibilità di ricorrere al suicidio medicalmente assistito a domicilio per tutti quei malati terminali adulti, debitamente informati e capaci di intendere e volere, che ne facciano richiesta. La Consulta, come spiega l’avvocata Filomena Gallo smontando le fake della destra, non si è solo limitata a stabilire l’impunibilità del medico che aiuta l’aspirante suicida in presenza di determinate condizioni di salute, ma ha anche individuato una procedura specifica e ha affermato che esiste il dovere generale dello Stato a garantire questo servizio. Tempi e modi sono di competenza regionale.