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Editoriale

Il tetto che scotta, oggi si replica

La manifestazione nazionale di Non una di meno del 25 novembre scorso a Roma, "abbiamo un piano"

È stato impressionante. In tanti anni mai vista una cosa così. Mamme davanti alle scuole che ieri mattina si passavano parola per andare in edicola e sostenere la Casa internazionale delle donne. Il manifesto esaurito in pochi minuti. Reti sociali piene di foto e messaggi di coraggio, di affetto e… di lotta.

Ancora dati certi sul numero speciale di ieri non li abbiamo. Ma senza dubbio è stato un successo. La Casa può contare su un grande sostegno. Grazie a una presenza capillare, consapevole, determinata, sorridente.

Oggi facciamo il bis e lo ristampiamo qui all’interno.

Ma non sbagliamo se pensiamo che l’evento di ieri è già riuscito ad andare molto oltre le storie di questo giornale e di quella esperienza. Oltre la solidarietà e il reciproco riconoscimento.

Le donne, e non solo loro, si sono espresse. Lo sfratto della Casa non si deve fare. Il Comune di Roma deve comprendere che quella storia così preziosa non si tocca. Perché «la Casa siamo tutte».

Ma bisogna fare di più. Non si sfrattano 3,64 miliardi di persone, ci ricorda la vignetta di Pat Carra e Elena Leoni che abbiamo pubblicato ieri in una prima pagina tutta firmata da donne (nell’unico quotidiano italiano diretto da una donna).

Oltre a tutto il resto, metà del mondo non può più accettare la violenza maschile, un regime salariale discriminatorio, condizioni di lavoro (più) umilianti, il paternalismo e il patriarcato come forma normale della comunicazione e della società, lo sfruttamento commerciale continuo di una parte distorta della propria identità e del proprio corpo.

Tutto deve cambiare se vogliamo cambiare tutto.

Istituzioni, relazioni di lavoro, il modo di essere amici e amanti, genitori, coniugi, fratelli. La sola idea che in cima ai sondaggi ci sia un’alleanza tra Berlusconi, Salvini e fascisti di ogni provenienza e latitudine fa venire i brividi.

Non può essere, non può accadere.

Con le contraddizioni e i limiti di ciascun movimento, il movimento delle donne ci insegna ogni giorno come e cosa fare.

È la sfida più difficile e perciò la più importante. Quella che dobbiamo raccogliere ogni giorno, tutti e tutte.