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Internazionale

Morto che parla. Riappare il «reporter» russo, ucciso per finta

La storia del giornalista "risorto". L’«anti-putiniano» Arkady Babcenko ha inscenato tutto con i servizi segreti ucraini. Il governo di Kiev aveva accusato Mosca. Laconico il Cremlino: «Stanno delirando»

Il giornalista risorto con il capo dei servizi segreti ucraini e il procuratore durante la conferenza stampa

Il giornalista risorto con il capo dei servizi segreti ucraini e il procuratore durante la conferenza stampa

Martedì sera, Kiev. Il giornalista russo dissidente Arkady Babcenko rientra a casa dal supermercato. Ad attenderlo un killer che lo fredda alle spalle all’ingresso dell’appartamento. La moglie, in bagno, lo soccorre, ma il decesso di Babcenko avviene pochi attimi dopo. Ieri ore 16, dopo una giornata tesa di accuse e contro-accuse, di consultazioni in tutte le cancellerie mondiali arriva il dietrofront: Arkady Babcenko è vivo e vegeto. Ed è lui stesso ad annunciarlo in conferenza stampa a Kiev. Il ministero degli interni ucraino, dopo aver accusato i servizi segreti russi dell’omicidio convoca una conferenza stampa per sostenere che si era...

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