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Cultura

Il «realismo figurale» in Fortini e Panzieri

E altro è da veder che tu non vedi. Riesce a tenere insieme il reale e l’ideale, il concreto e l’astratto, il relativo e l’assoluto, il transitorio e l’eterno

Una immagine di Gustave Dorè

Una immagine di Gustave Dorè

In uno dei maggiori saggi di Franco Fortini, Verifica dei poteri (1965), si contiene la recensione di nove anni prima a Mimesis, lo studio che un maestro della filologia, l’ebreo tedesco Erich Auerbach esule a Istanbul, aveva dedicato in tempo di guerra alla nozione di realismo nella letteratura occidentale: lì, nel capitolo centrale sul X Canto dell’Inferno dove Farinata e Cavalcante interpellano Dante tra le arche roventi degli eretici e degli atei, Auerbach individua il concetto di «realismo figurale» distinguendolo da quello della comune allegoria perché se l’allegoria medievale corrisponde a una schematica astrazione, la figura dantesca riesce viceversa a...

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