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Lavoro

Il lavoro culturale «made in Italy» è senza tutele, reddito e «ristori»

Il caso. Il sondaggio della rete «Mi riconosci»: quasi nessuno ha fiducia nella «ripresa» promessa

Lavorano nei musei, nei siti archeologici, come guide turistiche, molti sono in formazione. Ci sono le partite Iva, in molti hanno contratti precari volatili con cooperative che lavorano conto terzi per le istituzioni culturali del Belpaese. Il sondaggio condotto dalla rete «Mi Riconosci» reso noto ieri è utile per dare un’idea della realtà lavorativa e reddituale di un precariato a metà tra il lavoro autonomo professionale spesso non riconosciuto, senza tutele universali e il lavoro subordinato sottopagato e intermittente. Nelle testimonianze raccolte si parla di redditi mensili che oscillano tra 500 e 800 euro. Questo prima che, a marzo scorso,...

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