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Internazionale

Deportati i primi miliziani Isis, l’Europa non vuole processarli

Medio Oriente. Erdogan estrada nove tedeschi e un britannico, la Germania apre inchieste ma non arresta. Parigi propone un tribunale in Iraq, Washington rifiuta. La gestione dei foreign fighters destinata a esplodere

Miliziani dello Stato Islamico nel centro di detenzione di Hasakeh, nel Rojava, gestito dalle Sdf

Miliziani dello Stato Islamico nel centro di detenzione di Hasakeh, nel Rojava, gestito dalle Sdf

La gestione dei foreign fighters dello Stato Islamico arrestati in questi anni tra Siria e Iraq era destinata a esplodere. Lo fa in questi giorni, per mano dell’uomo che ha permesso all’Isis di espandersi e radicarsi in Medio Oriente. Il presidente turco Erdogan sta rispedendo indietro i miliziani stranieri arrivati in Siria e Iraq da mezzo mondo. Estradizioni a senso unico, uno tsunami giuridico nei paesi riceventi. Quelli che, va ricordato, hanno fatto ben poco per impedire le partenze. A costringerli ad assumersi la responsabilità di una delle più abnormi violazioni contemporanee dei diritti umani è Erdogan, che non solo...

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