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Internazionale

Dalla guerra al voto, strada irta di ostacoli per l’Etiopia

Il Paese si gioca il suo futuro . Nel Tigray ancora violenze e allarme umanitario. E sulla diga resta alta la tensione con Egitto e Sudan. Il premier Abiy Ahmed e il suo Partito della prosperità verso il test elettorale del 5 giugno in un clima di incertezza

Processione domenicale della Chiesa Ortodossa Etiope di Tawahedo presso la chiesa di Santa Maria a Mekele, nella regione del Tigray

Processione domenicale della Chiesa Ortodossa Etiope di Tawahedo presso la chiesa di Santa Maria a Mekele, nella regione del Tigray

Dopo oltre sei mesi dall’inizio delle violenze nel Tigray l’Etiopia si prepara al voto in una situazione di incertezza. La strada verso le elezioni legislative e regionali del 5 giugno è irta di ostacoli. L’Unione europea ha rinunciato a inviare una missione di osservazione elettorale per questioni legate alla sicurezza degli inviati, i sistemi di comunicazione e l’indipendenza della missione. IL PORTAVOCE DEL MINISTERO degli Esteri etiope, Dina Mufti, ha spiegato che la missione europea avrebbe voluto importare «apparecchiature di comunicazione V-Sat estranee al sistema tecnologico dell’Etiopia», aggiungendo che invece che si sarebbe potuto utilizzare il sistema di telecomunicazioni nazionali....

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