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Internazionale

Ai cinesi piace Slow Food ma il «problema rurale» resta

Cina. In Cina 400 delegati da 90 paesi. «Serve l’integrazione tra campagne e contesto urbano». Il nodo è il ritorno alla terra, mentre il biologico è solo per la classe media metropolitana

Uno dei mercati biologici di Pechino

Uno dei mercati biologici di Pechino

Ieri si è aperto in Cina - a Chengdu nel Sichuan - il settimo congresso mondiale di Slow Food (400 delegati da 90 paesi). Per il fondatore Carlo Petrini «la scelta della Cina ha un alto valore simbolico». IL MOVIMENTO IN CINA, ha proseguito Petrini, «sta muovendo i primi passi» e Slow Food vorrebbe aprire mille villaggi nel paese entro cinque anni, pensando a come fare interagire le comunità cinesi con quelle italiane. Neanche la scelta del luogo che ospita l’evento è casuale: dieci anni fa circa, Chengdu con Chongqing ha lanciato i primi progetti legati alla politica della «nuova...

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