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Internazionale

A due anni dalla rivolta il Cile di nuovo in piazza: non si torna indietro

America latina. I manifestanti chiedono la liberazione di tutti i prigionieri politici del 2019. E il 18 ottobre è anche iniziata ufficialmente la redazione della Costituzione

Una bandiera mapuche durante una protesta a Santiago del Cile

Una bandiera mapuche durante una protesta a Santiago del Cile

Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel 18 ottobre del 2019, quando gli studenti, per protestare contro l’ennesimo aumento del costo del trasporto pubblico, avevano iniziato a scavalcare i tornelli della metro senza pagare il biglietto, avrebbe segnato l’avvio dell’evento politico più importante della storia del Cile degli ultimi decenni. A quella rivolta fino ad allora inimmaginabile nell’oasi felice che l’inconsapevole presidente Piñera aveva evocato appena qualche giorno prima, il governo aveva reagito in modo questo sì del tutto prevedibile: riportando i carri armati per le strade come non si vedeva dalla fine del regime di Pinochet. E reprimendo, sparando, uccidendo,...

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