Non è stato solo il falco dell’austerity, anche se è stato lui a imporre alla Germania e al resto dell’Europa l’inscalfibile totem del debito-zero che ora il governo Scholz è stato costretto a congelare fino al 2025 per la mancanza di fondi nel bilancio.

Delfino designato di Helmut Kohl – prima di finire politicamente “tritato” dallo scandalo dei fondi neri alla Cdu ed essere detronizzato da Angela Merkel che gli troncò definitivamente le aspirazioni di cancelliere – è stato il cristiano-democratico in assoluto più presente al Bundestag dove è stato sempre eletto dal 1972.

Con la scomparsa di Wolfgang Schäuble, morto ieri a Offenburg a 81 anni dopo una lunga malattia, si spegne l’ultimo simbolo della Germania dei record costruita dai “figli” dei padri fondatori della Bundesrepublik. Ma lo storico esponente della Cdu ha incarnato anche il crollo del Muro: era in prima fila nella delegazione della incaricata di negoziare la riunificazione dell’Est con l’ultimo governo della Ddr.

Nato a Friburgo nel 1942, figlio di un deputato Cdu nel Parlamento del Baden-Württemberg, Schäuble si è distinto per la lunga carriera istituzionale costellata anche di episodi tragici, come il ferimento nell’attentato che negli Anni Novanta lo rese paraplegico.

Il suo corso politico era iniziato come uno dei tanti parlamentari del Bundestag fedelissimi di Kohl nelle legislature-chiave della Guerra Fredda e degli Anni di Piombo dal 1972 al 1981; ma diventa presto il segretario amministrativo dell’intera Union, incarico che gli spalanca le porte prima del ministero per gli Affari speciali e poi dell’Interno guidato fino al 1991.

Una pausa dal governo “parcheggiato” come capogruppo Cdu fino al 2000 e poi segretario del partito, Schäuble torna alla ribalta come ministro dell’Interno e poi come “padre-padrone” delle Finanze fino al 2017. In questo ruolo rimane agli atti la sua proposta di espellere la Grecia dall’Eurozona all’apice della crisi del debito. La sua ultima aspirazione, diventare cancelliere federale, venne ridimensionata alla “semplice” presidenza del Bundestag, ricoperta fino a due anni fa.