«Se Washington decide di fornire missili a più lungo raggio a Kiev significherebbe oltrepassare una linea rossa, e fare degli Usa una parte direttamente coinvolta nel conflitto»: la minaccia del ministero degli Esteri russo attraverso le parole della sua portavoce Maria Zakharova – Mosca «si riserva il diritto di difendere il proprio territorio» – arriva proprio in concomitanza con l’impegno richiesto ai paesi membri dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in visita ieri a Kiev, a fornire armi all’Ucraina. «È assolutamente vitale e necessario sostenere l’Ucraina con gli equipaggiamenti militari di cui ha bisogno per difendersi. Hanno provato di essere in grado di farlo se ben equipaggiati. Questa è la raccomandazione generale a tutti gli stati membri». La Germania si era già mossa in questa direzione: in giornata la ministra della Difesa Christine Lambrecht aveva annunciato che il Paese fornirà altri armamenti a Kiev: due sistemi lanciarazzi, corredati di 200 razzi e 50 veicoli corazzati.

«LA PROCEDURA per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue va avanti secondo i piani», ha esordito von der Leyen durante la conferenza a cui ha partecipato insieme al presidente Zelensky. Altrettanto celermente e «secondo i piani», ha aggiunto, procede il «lavoro sulle sanzioni», invocate da Zelensky durante il suo discorso. Von der Leyen ha anche promesso nuovi aiuti economici al Paese per far fronte all’inverno: 150 milioni di euro per i rifugiati interni e altri 100 milioni per riparare 70 scuole distrutte o danneggiate dai bombardamenti russi.

DAL CANTO SUO, oltre a invocare ulteriori sanzioni Zelensky ha sollecitato la fornitura di sistemi di difesa aerea per proteggere l’Ucraina dagli attacchi russi. Come quelli che ieri sono continuati nel Paese e nella stessa città natale del presidente, Kryvyi Rih, dove è stato colpito un sito industriale dopo che mercoledì otto missili russi avevano distrutto delle infrastrutture idrauliche lungo il fiume Inhulec, facendo tracimare una diga e causando un’inondazione. «Un crimine di guerra» e «un atto terroristico», ha commentato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.
Nel complesso, ieri sono stati 33- riportano le forze armate ucraine – gli attacchi russi che hanno colpito infrastrutture civili per rappresaglia verso la controffensiva ucraina a nord est: nelle regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv, Donetsk, Kharkiv – la regione liberata dalla controffensiva dell’esercito di Kiev e che ora si cerca di mettere in sicurezza rimuovendo le mine lasciate dalle forze armate russe.

UNA LIBERAZIONE «fulminea» come quella vista a Kharkiv non si ripeterà nel Lugansk, ha però ammonito il governatore della regione occupata Sergiy Haidai: «Dovremo batterci duramente per la nostra regione – ha scritto su Telegram – i russi si stanno preparando alla difesa». Intanto l’amministrazione filorussa di Kherson sostiene che 120 soldati ucraini sono stati uccisi dalle truppe fedeli a Mosca mentre cercavano di entrare nella regione occupata del sud.

IN UN VIDEO di cui la Bbc dice di poter confermare l’autenticità, appare invece il fondatore del gruppo mercenario russo Wagner, Yevgeniy Prigozhin, mentre si rivolge a un gruppo di carcerati e promette loro che verranno graziati dopo sei mesi di servizio nella milizia armata nella guerra in ucraina. La testata britannica ha geolocalizzato la provenienza delle immagini trapelate, che sarebbero state girate – non si sa però quando – in una colonia penale della Repubblica dei Mari, nella Federazione russa. «Se arrivate in Ucraina e decidete che non fa per voi – Prigozhin ammonisce i detenuti – vi giustizieremo».
Dalla Russia è arrivata ieri anche un’”offesiva” rivolta all’Unione europea: il vice primo ministro Alexander Novak ha dichiarato che le esportazioni di gas dirette alla Ue diminuiranno quest’anno di 50 miliardi di metri cubi: un terzo delle forniture totali ai paesi membri l’anno scorso – 150 miliardi – che riduce l’apporto energetico di Mosca al 9% del totale di gas acquistato nell’Unione, mentre prima copriva il 40% del suo fabbiso