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Internazionale

«Liste bianche», complotti, violenza. Per Facebook continua la tempesta

Stati uniti. Un altro whistleblower accusa l'azienda, mentre emergono le sue responsabilità nei riot al Campidoglio del 6 gennaio

Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg

Un altro giorno, un altro whistleblower determinato a gettare una luce su come Facebook abbia messo al primo posto i guadagni e la crescita rispetto alla lotta alla disinformazione e all’odio che pullulano sulla piattaforma, con effetti concreti sul mondo offline. Fra questi la violenza nei confronti dei rohingya in Birmania, pilotata anche sul social dalla giunta militare: cosa di cui i vertici di Facebook avevano le prove ma che non hanno combattuto a sufficienza. «Io, lavorando per Facebook, sono stato l’ingranaggio di un genocidio» - ha detto il whistleblower al Washington Post che ha potuto intervistarlo a patto di...

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